Download Title Don Juan Andrés Caniato, incaricato della Diocesi di Bologna per la Pastorale delle comunicazioni sociali, ha realizzato un servizio televisivo, apparso anche sul sito diocesano, sulla Messa secondo la forma straordinaria del Rito Romano (detta “di San Pio V” o “tridentina”) che si svolge nei giorni festivi (ore 18.00) presso la Parrocchia di S. Maria della Pietà . Leggi tutto
La Santa Pasqua è il centro della vita cristiana ed il culmine dell’anno liturgico. Dopo la severità della Quaresima, la mestizia della Passione ed il dramma del Calvario, dopo il Sabato Santo passato nel dolore, ma anche nella speranza, accanto alla B.V. Maria risuona potente ed al tempo stesso pacato l’Alleluja della messa celebrata nella notte dopo la Vigilia pasquale. Con questa domenica inizia il tempo pasquale vero e proprio, che ci procurerà 50 giorni di gioia fino alla Pentecoste. I paramenti sono bianchi. La Messa di oggi, richiesta dal Cardinale Acquaviva ed a questo dedicata, venne eseguita per la prima volta a Roma l’otto settembre del 1720. (per ingrandire la locandina a fianco fare click sull’immagine) Leggi tutto
Per errore materiale, nel post precedente sulla liturgia Domenica 19 gennaio è stata indicata erroneamente come II Domenica dopo l’Epifania, mentre in realtà si tratterà della Domenica di Settuagesima; la liturgia della Seconda Domenica dopo l’Epifania è invece anticipata a Sabato 18 e le opportune correzioni sono già state apportate.
Al più presto cercheremo di mettere in linea i propri della Domenica di Settuagesima. Insieme alle scuse a tutti per l’involontario errore giungano i ringraziamenti agli amici che l’hanno segnalato!
Durante il recente periodo nel quale questo blog è rimasto silente, non sono certo venute a mancare notizie e segnalazioni, che tuttavia non sono state riprese dopo la riattivazione del servizio in quanto trattate altrove con sufficiente chiarezza; una di queste notizie, che faceva ben sperare, merita comunque di essere riportata e ponderata per i sentimenti e le valutazioni contrastanti che non può fare a meno di suscitare: quella della S. Messa, definita per ora “in latino”, celebrata per la prima volta a Sanremo (IM) il 23 dicembre scorso con prosecuzione ogni quarta Domenica del mese.
E’ stata una vera sofferenza conoscere quella meravigliosa notizia (erano arrivate almeno due segnalazioni dirette) e non poter contribuire a diffonderle in internet, ed una sofferenza ancora più grande è stata non poter riprendere l’enorme successo (chiesa letteralmente e completamente strapiena in un giorno di pioggia e fedeli tornati indietro per non essere riusciti ad entrare); grave motivo di sofferenza, però, è stato anche l’apprendere che la liturgia sarebbe stata stravolta dalla sostituzione delle letture previste dal Messale di S. Pio V e del Beato Giovanni XXIII con quelle tratte dal lezionario paolino e previste per quella Domenica dal calendario del Novus Ordo Missae.
Si è parlato anche di altri “abusi”, che in realtà sarebbero riconducibili più che altro a piccoli errori, ma era pur sempre la prima volta e l’importanza dell’avvenimento superava e supera di gran lunga l’inesperienza, tuttavia la questione delle letture è enorme: il Messale di S. Pio V comprende in se’ le letture uguali per ogni anno, non ha un lezionario a parte per tre cicli annuali; il calendario liturgico delle due forme coincide solo occasionalmente. Inoltre il Motu proprio prevede la “possibilità” di utilizzare la lingua nazionale in una traduzione approvata, non la facoltà di utilizzare il nuovo lezionario; se a tutto ciò aggiungiamo che la scelta delle letture, nel Messale tradizionale, ha come costante il riferimento al sacrificio Eucaristico, risulta che la Messa celebrata a Sanremo non solo non è conforme al Messale detto “di S. Pio V” ma nemmeno al Motu proprio “Summorum Pontificum”, e viene a creare, di fatto, una terza forma di Rito Romano.
Che fare, allora? Attaccare e disconoscere quella Messa in nome dell’evidente e gravissimo abuso? Sorvolare e fare finta di niente in nome del grande successo (che, quasi sicuramente, sarà confermato con le prossime celebrazioni)? Semplicemente ignorare la sua esistenza come se fosse cosa che non ci riguarda? Credo che si tratterebbe di atteggiamenti comunque sbagliati: se è vero che il desiderio comune è che la forma straordinaria del Rito Romano si conservi e si estenda, la condanna pur legittima non contribuisce a risolvere il problema, così come non lo risolve l’assoluzione in virtù dell’alto numero di partecipanti e del gradimento, visto che comunque in questo modo il Motu proprio non è applicato ma stravolto; la mera indifferenza, infine, rischierebbe di contribuire alla perdita di un’ottima occasione ed alla fissazione di qualcosa che, comunque lo si voglia chiamare, è un grave errore suscettibile, tra l’altro, di costituire un precedente al quale qualcuno potrebbe appellarsi per svuotare di significato il Motu proprio.
Non resta, allora, che pregare e cercare in tutti i modi di rimettere ordine nelle prossime celebrazioni con le letture del Messale tradizionale (in latino o in italiano) e del calendario liturgico corrispondente, sostenendo prima di tutto quanti comunque si sono adoperati per ottenere l’applicazione del Motu proprio, che meritano almeno i complimenti per l’impegno e la comprensione per essersi trovati a gestire una questione tutt’altro che facile; certamente non si può dire che l’obiettivo sia stato raggiunto né negare che la situazione possa essere gravida di sviluppi potenzialmente negativi, ma è proprio per questo che occorre un impegno generale, per quanto ciò sia possibile ed opportuno, senza limitarsi agli ovvi auguri agli amici sanremesi ed alla speranza di poter, già dalla quarta Domenica di gennaio, indicizzare la S. Messa di Sanremo (Chiesa di S. Stefano, PiazzaCassini) tra quelle in piena applicazione del Motu proprio.
Dai collegamenti che seguono, dopo una breve presentazione sulla S. Messa di Sabato prossimo (19 gennaio, seconda Domenica dopo l’Epifania) sono disponibili i consueti sussidi: proprio, notazione gregoriana del proprio, mp3 (da Christus Rex, benedettini di S. Paolo). Questi ultimi, oltre a poter essere scaricati nel consueto file “zippato”, possono essere ascoltati ad uno ad uno direttamente dal sito con un click su “AUDIO MP3″e successivamente, volendo, scaricati con un click su “scarica”.
Con la collocazione delle nozze nel sesto giorno, si fa un’allusione diretta a Gv 19,31, cioè alla morte di Gesù. Il sesto giorno è il giorno della creazione dell’uomo ed è il giorno della generazione dell’uomo nuovo sulla croce. Il terzo giorno, invece, è il giorno della sua risurrezione. Il fatto che Cristo nella risposta alla madre che lo informa della mancanza di vino dica “la mia ora non è ancora giunta”, significa che le nozze di Cana di Galilea vanno lette in chiave pasquale. L’ora di Cristo nel vangelo di Giovanni è l’ora della gloria di Dio che coincide con la sua crocifissione, con la morte sulla croce. Si tratta dunque di una chiave di lettura pasquale, in una confluenza della gloria di Dio e della morte di Cristo. Questo sacrificio va allora compreso in una chiave sponsale, dato che si tratta di nozze. Cristo in qualche modo viene interpretato come il nuovo sposo e perciò il costato aperto sulla croce e il sangue e l’acqua versati devono ricevere un significato anche dal segno operato alle nozze di Cana: la grazia, lo Spirito Santo, la vita, i grandi misteri simboleggiati dall’acqua, dal sangue e dal costato aperto sono, infatti, la generazione dell’uomo nuovo nel battesimo, generato dal vero Sposo. Leggi tutto
La seconda S. Messa celebrata a Rapallo (parrocchia di S. Pietro) ha di nuovo registrato un alto numero di partecipanti ed uno svolgimento pressoché impeccabile: il celebrante, don Beppe, non più vittima delle sofferenze della prima volta (era febbricitante) e ha reso onore e dignità alla venerabile forma del Rito. La partecipazione, poi, è stata entusiastica, con coinvolgimento di nuovi ministranti che hanno svolto un encomiabile servizio, con i canti provati dai fedeli fino a poco prima, con un clima in cui slancio e raccoglimento si sono mirabilmente alternati nel perfetto equilibrio del Messale adottato da S. Pio V e modificato, in ultimo, dal B. Giovanni XXIII. Leggi tutto
(da Apcom) Città del Vaticano, 13 gen.- Cosa insolita e originale: oggi il Papa celebrerà la messa durante il quale battezzerà 13 bambini nella Cappella Sistina “con le spalle rivolte ai fedeli e lo sguardo alla Croce”. Una nota dell’ufficio liturgico riferisce infatti che “quest’anno non verrà allestita la pedana in legno che recava un apposito altare aggiunto per l’occasione, ma sarà utilizzato l’altare proprio della Cappella Sistina“. Leggi tutto
Domenica 13 gennaio 2008 alle ore 16.15, presso il Santuario della B.V. Addolorata di Campocavallo, Osimo, sarà celebrata la Santa Messa con il Messale del Beato Giovanni XXIII (Motu Proprio Summorum Pontificum), organizzata dal gruppo giovanile parrocchiale locale. (Per ingrandire l’immagine basta “cliccare” sulla stessa). Leggi tutto
Alcuni giorni or sono era stato pubblicato il comunicato stampa relativo alla conferenza che gli amici di Belluno avrebbero tenuto l’8 gennaio u. s. (vedi notizia del 6 gennaio) sulla risposta del Vescovo di Belluno - Feltre, S. Ecc. Rev.ma Mons. Andrich, in merito alla loro richiesta per la celebrazione di S. Messe secondo la forma straordinaria del rito romano (c. d. “Messe tridentine”); la risposta del Vescovo, come appare dalla cronaca riportata di seguito, appare ineccepibile e ciò fa ben sperare. Agli amici di Belluno complimenti e fervidi auguri! Leggi tutto
L’arte e la musica, manifestazioni della bellezza, non sono elementi estrinseci alla liturgia e neppure sono puramente decorativi; sono piuttosto parti integranti del culto, come mette in rilievo Benedetto XVI nella sua esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis del 22 febbraio 2007: “Il rapporto tra mistero creduto e celebrato si manifesta in modo peculiare nel valore teologico e liturgico della bellezza. La liturgia, infatti, come del resto la Rivelazione cristiana, ha un intrinseco legame con la bellezza: è veritatis splendor. Nella liturgia rifulge il Mistero pasquale mediante il quale Cristo stesso ci attrae a sé e ci chiama alla comunione. In Gesù, come soleva dire san Bonaventura, contempliamo la bellezza e il fulgore delle origini. Tale attributo cui facciamo riferimento non è mero estetismo, ma modalità con cui la verità dell’amore di Dio in Cristo ci raggiunge, ci affascina e ci rapisce, facendoci uscire da noi stessi e attraendoci così verso la nostra vera vocazione: l’amore” (numero 35). Leggi tutto
L’itinerario di preparazione alla liturgia della Sacra Famiglia prosegue con l’articolo di Corrado Gnerre pubblicato sul numero 24 (maggio 2007) dell’ottimo mensile “Radici Cristiane”, diretto da Roberto de Mattei. Nell’articolo, eccettuato un accenno iniziale alla legge naturale, viene esaminata la famiglia nella dimensione soprannaturale, come riflesso della Trinità, come parametro della dimensione comunitaria della vita cristiana e, infine, come mezzo di salvezza attraverso la devozione. Leggi tutto
Continua, con la liturgia della Sacra Famiglia, la pubblicazione dei collegamenti ipertestuali alle letture bibliche consigliate dall’Apostolato liturgico di Genova a corredo del Messale Romano quotidiano di Dom G. Lefébvre. Come è ovvio, si tratta di approfondimenti che non possono prescindere dall’inquadramento della liturgia del giorno, pubblicato nel post precedente. Leggi tutto
Fino a pochi anni fa era la regalità di Cristo, il suo impero eterno che la Liturgia cantava in questa Domenica, unendo i suoi cantici a quelli dei Cori angelici nell’adorazione del Dio fatto uomo (Introito della Messa della Domenica nell’Ottava della Epifania). Ma la Chiesa, guidata dallo Spirito Santo e dalla sua materna sollecitudine, ha pensato che poteva essere opportuno invitare le generazioni del nostro tempo a considerare oggi le mutue relazioni di Gesù, di Maria e di Giuseppe, per raccogliere le lesioni che esse contengono e trarre profitto dai soccorsi così efficaci che offre il loro esempio (Martirologio romano). Il fatto che nel Messale è assegnato lo stesso brano evangelico alla Domenica nell’Ottava dell’Epifania e alla recente festa della Sacra Famiglia, non è stato senza influsso - si può supporre - sulla scelta del posto che occupa ormai nel calendario la nuova solennità. Leggi tutto
Dal link che segue è possibile visualizzare e/o scaricare la notazione gregoriana del proprio della S. Messa di Domenica 13 gennaio 2008 (Sacra Famiglia). Nell’occasione si ricorda che la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano prevista a Rapallo nella chiesa parrocchiale di S. Pietro di Novella, normalmente programmata per l’ultima domenica del mese, è spostata al 13 gennaio prossimo. Vai alla notazione gregoriana del proprio
Liberalizzata da Papa Benedetto XVI la Santa Messa latina in rito romano antico, un gruppo di fedeli bellunesi ne ha reiterato la richiesta pochi giorni or sono. E intanto la Curia diocesana ha già fatto conoscere ai parroci e ai fedeli una sua prima indicazione. La Santa Messa latina dei nostri Padri, antecedente il Concilio Vaticano II e precedente le riforme liturgiche del 1970, tornerà ad essere celebrata anche a Belluno? Legggi tutto
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