Il Rosario, un tesoro …

« O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora dell’agonia. A te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo ».

Dal Vaticano, il 16 ottobre dell’anno 2002, inizio del venticinquesimo di Pontificato.
GIOVANNI PAOLO II

Questa pagina è dedicata a documenti e riflessioni sul S. Rosario.

Non è un tema strettamente attinente la liturgia “tridentina” oggetto del blog, se non come assiduo esercizio di impetrazione della massima diffusione di quest’ultima e di tante altre grazie, eppure il legame c’è ed è forte: la sua diffusione comincia a diventare massiccia e capillare a partire dai primi anni del ‘600,  poco dopo la riforma di S. Pio V, con un forte impulso da parte di quest’ultimo; come il rito, ha una storia e una tradizione assai più antica nella quale piano piano si evolve fino a essere consolidata almeno nell’uso e nelle grandi linee; rappresenta inoltre, con la proposizione dei 15 (ora 20) misteri, la storia della Salvezza in sintesi, rendendo alla pietà popolare ciò che l’uso del latino in ambito liturgico le avrebbe sottratto in termini di conoscenza. Non è il caso, qui, di discutere su quanto e come l’uso del latino avrebbe impedito conoscenza esistendo l’istruzione del catechismo, le omelie e così via. Del resto è indubitabile che una lingua non conosciuta, come minimo, non possa aiutare a conoscere qualcos’altro. E’ più importante annotare, invece, come nella pietà popolare il S. Rosario passi, pur senza perderne le caratteristiche, da preghiera meditativa individuale a forma liturgica comunitaria: nella famiglia, in occasioni emotivamente intense, anche senza la presenza di un sacerdote… è il “salterio” dei poveri (veramente degli ignoranti, ma i due stati erano pressochè inscindibili), fatto da quelle 150 Ave Maria (10 per ogni Mistero) recitate in luogo dei 150 Salmi.

Certo, le variazioni sono state assai più numerose rispetto a quelle della S. Messa ma è singolare notare che mentre quelle relative a quest’ultima sono state orientate allo “snellimento”, come pure quelle del salterio (nella Liturgia delle Ore i Salmi non sono più 150, ne sono stati tolti un paio dal contenuto piuttosto duro), le variazioni del Rosario sono state tese ad “arricchire”: dalle litanie della Madonna – ad esempio l’Auxilium Christianorum aggiunto da S. Pio V dopo Lepanto, o la Regina Pacis di Papa Benedetto XIV durante la I guerra mondiale – ai 5 Misteri della Luce aggiunti da Papa Giovanni Paolo II che fanno saltare ogni parallelismo col salterio (così le Ave Maria sono 200), del resto “ridotto” a 148 salmi; il che, visto il prezzo dei 4 volumi della Liturgia delle Ore, consente ancora, sia pure con qualche forzatura, di mantenere al Rosario l’appellativo di “salterio dei poveri” (Ok, questo non è un argomento liturgico… però il blog è genovese!).

Abbandonato lo scherzo, è evidente come il S. Rosario, per il suo carattere comunque meditativo, occupi una posizione di primo piano per chi, nella liturgia, cerca il massimo raccoglimento. Non va forse poi trascurato il carattere identitario di questa preghiera, che riporta alla Chiesa Cattolica almeno quanto l’Inno Akathistos riporta a quella Ortodossa; certo oggi, in tempi di ecumenismo, c’è il rischio che l’identità sia presa come ostacolo da rimuovere: ma come possiamo incontrare e conoscere fuori di noi e intorno a noi se prima di tutto non siamo in noi e conosciamo il soggetto che siamo, l’incontro che abbiamo già fatto?

Per questi motivi, ma soprattutto per quelli contenuti nelle bellissime parole di Giovanni Paolo II riportate in apertura, questo spazio sarà dedicato a quanti “mi terranno compagnia… meditando sui quindici Misteri del Rosario, in spirito di riparazione…” (La Beata Vergine a Sr. Lucia nel 1925).

Un grazie anticipato a quanti vorranno mettere a disposizione materiale utile.

 

 

 

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