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pentecoteContinua l’approfondimento sul silenzio nella liturgia con la prima parte scritto di P. Michele Iodice c. p., pubblicato su “La sapienza della Croce” n. 4 – 2000 col titolo “Il silenzio linguaggio dello Spirito Santo“, notevole non soltanto per i contenuti specifici ma anche per l’apparato critico-bibliografico insolitamente ricco in articoli di questo taglio.

Il silenzio linguaggio dello Spirito Santo

di Michele Iodice c. p.

In questo articolo, attraverso una meditazione sul valore spirituale del silenzio, l’autore ci conduce a riflettere sull’importanza dei tempi di silenzio previsti nella liturgia, poco compresi e poco praticati. Leggi tutto

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sacrificiumPremesso che, come brevemente ed efficacemente dicono a Roma, “nun me ne po’ ffregà ‘dde meno“, essere etichettato come “tradizionalista”, con tutto quanto di negativo è sottinteso da parte di molti che si definiscono “progressisti”, a volte ha i suoi vantaggi: guardare alla scienza come qualcosa da inserire nel creato e di atto a meglio comprendere lo stesso evita ogni dogmatismo scientista (sì, i Dogmi sono altri…) e soprattutto evita di “reinterpretare” una fede che, sulla base del progresso scientifico in vari campi, si vorrebbe “attualizzare” addirittura nei fondamenti costitutivi. Leggi tutto

nebbiasilenzioCerchiamo di rivedere i punti di vista che fin qui sono emersi sul silenzio nella liturgia e fare alcune riflessioni prima di esaminare ulteriori contributi.

Dall’articolo di padre Falsini a commento delle rubriche paoline e della Sacrosanctum Concilium emergono i tratti di un silenzio piuttosto problematico, che abbiamo riassunto con un carattere di prevalente alterità e subordinazione rispetto all’azione comunitaria: così, nella colletta, Leggi tutto

siltreeLa rassegna di opinioni sul valore e sull’uso liturgico del silenzio continua con un brano anche questa volta “insospettabile” di strizzate d’occhio “tradizionaliste”: viene da Taizè e se comparato all’articolo di padre Falsini e alle riflessioni svolte successivamente offre prospettive piuttosto interessanti che saranno oggetto di qualche riflessione successiva. Di seguito, intanto, vediamo come viene vissuto il silenzio a Taizè e che cosa rappresenta.

Il valore del silenzio

 Tre volte al giorno, sulla collina di Taizé si ferma tutto: il lavoro, gli studi biblici, le discussioni. Le campane chiamano tutti in chiesa per pregare. Centinaia, a volte migliaia di persone, per lo più giovani, da tutto il mondo pregano e cantano insieme ai fratelli della Comunità. Un brano dalle Scritture è letto in diverse lingue. Al centro di ogni preghiera comune c’è un lungo periodo di silenzio, un momento unico per incontrare Dio. Leggi tutto

lrgmonetEsaminiamo qui gli aspetti che emergono dalla rassegna di padre Falsini. Prima di tutto è necessaria una precisazione di intenti e di metodo: questa non vuole essere l’ennesima critica al Messale di Paolo VI, né una polemica rispetto ai documenti conciliari né una confutazione di quanto asserito nell’articolo precedente; piuttosto si cercherà di abbozzare i presupposti per poi sviluppare una breve analisi “laica” della relazione tra liturgia e silenzio come è venuta emergendo in quella sede. Leggi tutto

crypt-2Nella breve catechesi che precedette la sua prima Messa “straordinaria” il parroco di S. Pietro di Novella, don Beppe Culoma, si soffermò sulle differenze con la forma ordinaria attribuendo al silenzio, soprattutto quel lungo silenzio durante il quale il celebrante recita il Canone con tono impercettibile, il carattere di problema liturgico superato dal “Novus Ordo”; tante cose si potrebbero dire – e cercheremo di dirne alcune – a proposito di questa assenza di suoni e delle inevitabili presenze che la stessa comporta, ma prima di un esame dei singoli aspetti e delle questioni che ne conseguono è bene capire se e quanto si tratti di un elemento così estraneo alla liturgia “riformata” e in che contesto si inserisca. Leggi tutto

AGGIORNAMENTO PAGINE INTERNE

La Santa Messa dove e quando: pagina aggiornata al 16 maggio 2009 (riprende la celebrazione di Rapallo)

[mediatrice.net]

La famiglia Francescana dell'Immacolata, nota per lo zelo e la predilezione per la forma straordinaria del Rito Romano, cura la dimensione missionaria nella sua totalità e opera concretamente nelle situazioni più tragiche. Questo è solo un esempio; per aiutarla si può destinare il 5 per mille e si possono fare donazioni

IN EVIDENZA

Manfred Hauke:Versato Per Molti. Studio per una fedele traduzione del ‘Pro multis’ nelle parole della consacrazione, Cantagalli, 2008, pp. 112, € 13,80

La traduzione del "pro multis" poco interessa a chi vive la liturgia nella forma antica. Né interessa evidenziare come, a due anni dal documento vaticano, la nuova manifestazione di sordità di molti (forse "tutti"?). E' invece più che opportuno, di fronte all'ottimismo dilagante, che fa giungere al Paradiso tutti quanti senza richiedere il dono della fede e lo sforzo della conversione, un richiamo alla serietà della vocazione cristiana. La decisione del Santo Padre si inserisce in una linea coerente che ribadisce il coraggio per la verità in tutti gli ambiti della vita, inclusa la sacra Liturgia. Lo studio di Hauke sottolinea la fondatezza teologica di quest'atteggiamento nel caso esemplare della traduzione fedele delle parole consacratorie della Santa Messa

ARGOMENTI

DA LEGGERE

Michel Schooyans:La profezia di Paolo VI. Edizioni Cantagalli

L'enciclica Humanae vitae (1968)

A quarant'anni dalla sua pubblicazione, l'Enciclica Humanae vitae continua a provocare reazioni appassionate. Purtroppo,la maggior parte di coloro che hanno denigrato l'Humanae vitae non hanno notato che e' anzitutto la ragione a giustificare la posizione di Paolo VI. L'Enciclica conferma le conclusioni evidenti di una serie di discipline scientifiche: medicina, biologia, psicologia, economia, storia, diritto,ecc.

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