siltreeLa rassegna di opinioni sul valore e sull’uso liturgico del silenzio continua con un brano anche questa volta “insospettabile” di strizzate d’occhio “tradizionaliste”: viene da Taizè e se comparato all’articolo di padre Falsini e alle riflessioni svolte successivamente offre prospettive piuttosto interessanti che saranno oggetto di qualche riflessione successiva. Di seguito, intanto, vediamo come viene vissuto il silenzio a Taizè e che cosa rappresenta.

Il valore del silenzio

 Tre volte al giorno, sulla collina di Taizé si ferma tutto: il lavoro, gli studi biblici, le discussioni. Le campane chiamano tutti in chiesa per pregare. Centinaia, a volte migliaia di persone, per lo più giovani, da tutto il mondo pregano e cantano insieme ai fratelli della Comunità. Un brano dalle Scritture è letto in diverse lingue. Al centro di ogni preghiera comune c’è un lungo periodo di silenzio, un momento unico per incontrare Dio. Leggi tutto