Concilio Vaticano IICi risiamo: il prete (ahimé) genovese (triplo ahimé), come il lupo, perde il pelo (l’aborrito abito talare) ma non il vizio: dopo le firme anti motu proprio, dopo la geniale propaganda elettorale della Madonna e dopo altre iniziative una più scombinata e inesitata dell’altra, adesso siamo alla richiesta di dimissioni del Papa, sempre con contorno, per la verità piuttosto scarno, di firme “impegnate” ed impegnative.

Così l’intrepido biblista, ormai assurto al rango di mistero supplementare della fede, oltre che di inarrivabile banco di prova per l’esercizio di tutte le virtù cristiane, si lancia in una nuova spericolata difesa del Concilio, quello con la kappa maiuscola, l’unico, il vero, il santo, il non ancora compiutamente realizzato eccetera eccetera eccetera, il tutto in un crescendo di assoluto sprezzo del ridicolo per una causa che meriterebbe ben altro approccio visto che sia pure pretestuosamente arriva a coinvolgere l’antisemitismo e le tesi negazioniste sullo sterminio degli ebrei. Leggi tutto