ImageShackMons. Manganini, in occasione delle precisazioni della curia milanese sul Motu proprio, che sarebbe inapplicabile al rito ambrosiano e inutile nelle parrocchie di rito romano, aveva motivato l’ultimo asserto con l’assenza di gruppi stabili legati al rito “preconciliare” nella diocesi ambrosiana.

L'”episodio” della S Messa tradizionale nella cappella dell’Università Cattolica sembrava dimostrare il contrario, si trattò, apunto, di un episodio: nonostante le richieste, il fatto che il cardinale si sentisse personalmente offeso -notizia per la verità di fonte non certissima ma largamente circolata e mai smentita- indusse Mons. Ambrosio (da poco vescovo della diocesi di Piacenza – Bobbio, vicina e legata a quelle di Genova e Chiavari, auguri e complimenti doppi…) a sospendere le celebrazioni.

Ora un nuovo “episodio” sembrerebbe introdurre elementi di dubbio alle certezze di Mons. Manganini: circa 500 firme, raccolte su internet, per chiedere l’applicazione del Motu proprio anche a Milano.

A dire la verità, ove ci fossero sacerdoti disponibili, non servirebbe chiedere il permesso al vescovo, su questo il motu proprio è chiarissimo; tuttavia la petizione testimonia la volontà di unità e la serenità dei richiedenti nei confronti del loro pastore e di tutte le suscettibilità. L’augurio è che la stessa volontà e la stessa serenità diventino un patrimonio comune.

Dal collegamento con Il Giornale l’articolo di A. Tornielli

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