Il proprio e la presentazione liturgica della II Domenica di Avvento (9 dicembre 2007) sono disponibili dai collegamenti al termine dell’introduzione alla liturgia tratta dal “Messale Romano quotidiano” di Dom G. Lefèbvre, a cura dell’Apostolato Liturgico di Genova (Ed. Marietti, 1963).

Con quella del Messia che essi annunziano, due grandi figure di profeti dominano la liturgia di questa domenica: Isaia e Giovanni Battista; Isaia è il profeta per eccellenza della venuta messianica. La Chiesa ci fa ascoltare la sua voce nell’antifona all’Introito, e l’eco di questa voce risuona ancora nell’Epistola e nel Vangelo in cui S. Paolo e Cristo si riferiscono a ciò che egli aveva detto. San Giovanni Battista stesso, l’ultimo dei profeti e l’immediato precursore del Salvatore, citava Isaia. Il posto che gli è stato fatto nella liturgia dell’Avvento supera d’altronde di molto i confini di questa II domenica. Non c’è giorno in cui la Chiesa non ci faccia leggere a Mattutino qualche passo delle sue profezie; le Letture delle Messe delle Tempora sono tutte improntate a lui e nella notte di Natale ancora le sue parole canteranno, nell’Emmanuele nato dalla Vergine, le grandezze divine dei Principe della Pace.
Due insegnamenti principali si ricavano dalla Messa di oggi. Gesù è il a Messia dei poveri », di tutti coloro che, coscienti della loro miseria, hanno ricorso a Lui (Vangelo). Egli è il Salvatore dei pagani come del popolo ebreo: il popolo di Sion è ormai la Chiesa intera aperta a tutti i popoli della terra (Epistola).

L’odierna liturgia e la Bibbia. Sul “Messia dei poveri”: Lc. 4, 16-21. Questi testi si riferiscono a Is. 29, 18-19; 35, 3-6; 61, 1-3. E’ anche l’idea che risalta dalla parabola degli invitati al banchetto (Lc. 14, 16-24).
Sull’elogio di Giovanni Battista: Mt. 11, 11-13 (seguito del Vangelo di questo giorno). Ricordare: Is. 40, 3-5, citato dai quattro evangelisti (Mt- 3, 3 – Mc. 1, 2-3 – Lc. 3, 4-6 – Gv. 1, 23) e da Malachia 3, -4, 23-24. Vedere ugualmente in Lc. 1, 5-25 come Giovanni Battista è presentato dall’Angelo annunciatore. Riferirsi anche alle due domeniche seguenti.
Su Cristo causa di scandalo: Mt. 10, 34-36; 13, 54-57 – Lc. 2, 34-35; – Gv. 6, 60-66 – 1 Cor. 1, 17-31. La scelta che noi avremo fatto a favore o contro di Lui sarà il fattore determinante del Giudizio che dovremo subire: Gv. 9, 39. A questo tema si riannoda quello della pietra, pietra angolare e d’inciampo ad un tempo: Is. 8, I1-I5; 28, 16 – Sal. 117, 22-23 – Mt. 21, 33-44 – Atti 4, 8-12 – Ef. 2, 19-22 -I Piet. 2, 1-10.
Sull’universalità della redenzione: Is. 2, 2-5; 56, 1-8; 6o; 62 e i testi già citati domenica scorsa – Ger. 3, 17 – Mal. 1, 11 – Lc. 13, 29 – Gv- 3, 14-17 – Rom. 5 – Gal. 3, 26-29 – Ef. 1; 2 – 1 Gv. 2, 1-2 – Apoc. 7, 9-10. Ricordarsi anche dell’universalità delle promesse: Gen. 12, 1-3; 13, 14-16; 15, 1-6; 17, 1-8; 22, 15-18; 26, 3-5; 28, 13-15.

Lettura della Bibbia: Isaia 19, 16-25; 24; 25, 1-9; 26, 1-19; 29, 13-24; 30, 18-26; 33; 35; 38.

Vai al proprio di Domenica 9 dicembre (Seconda Domenica d’Avvento)

Vai alla presentazione di Dom Guéranger della II Domenica d’Avvento

 

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