Il Proprio di Domenica 25 novembre (XXIV ed ultima Domenica dopo Pentecoste) è disponibile dal collegamento al termine dell’introduzione, tratta dal “Messale Romano quotidiano” di Dom G. Lefèbvre, a cura dell’Apostolato Liturgico di Genova.
Al termine dell’anno ecclesiastico, la Chiesa ci invita a meditare il Vangelo del giudizio finale: nel giorno stabilito da Dio, il Figlio Nell’uomo comparirà nella sua gloria sopra le nubi del cielo e tutte le nazioni della terra si raduneranno davanti a Lui per essere giudicate. Non c’è dubbio che La Chiesa voglia, per mezzo di questo richiamo, farci prendere coscienza delle nostre responsabilità, ma essa desidera anche farci vedere nel giudizio di Cristo il coronamento della sua vittoria e il compimento della sua opera di redenzione. Apriamo l’animo alla confidenza e ad una immensa speranza al pensiero che Colui che verrà a giudicarci, è Quello stesso che è venuto in questo mondo per salvarci. Durante l’anno liturgico, la Chiesa non ha ces­sato di ricordarcelo. Essa ce l’ha detto in modo tutto particolare la vigilia di Natale, al momento di celebrare la prima venuta del Figlio di Dio in questo mondo (orazione della vigilia), ce lo ripete oggi per bocca di S. Paolo. Strappati al giogo del demonio, apparteniamo già al regno del Figlio diletto, nel quale abbiamo la redenzione e il perdono dei peccati (Epistola).

L’odierna liturgia e la Bibbia. Sulla rovina di Gerusalemme e la fine del mondo, richiamarsi alla I domenica di Avvento e alla IX domenica dopo Pentecoste, in cui si è cercato di distinguere i due temi fusi tra loro nel Vangelo odierno.
Sulla “abbominazione della desolazione”. Questa espressione,
presa da Daniele, si riferiva originariamente alla profanazione del tempio avvenuta per opera di Antioco Epifane. Vedere su questo argomento 1 Mac. specialmente 57 – Dan. 9, 27; 11, 31; 12, 11.
Sulla venuta del Figlio dell’uomo, rileggere Dan. 7 ed anche le
altre visioni apocalittiche di questo libro (Dan. dal c. 8 fino al c. 12).
Sul giorno di “Iahvè”: Sal. 17—Is. 2, 6-22; 13, 6-I3—Gioe. 2, 1-11; 3, 1-5; 4, 12-16 — Am. 5, 18-20; —Ab. 3 —Sof. da 1, 2 a 2,-2, 3; (notare 1, 15 da cui deriva il Dies irae — Mal. 3, 2; Apoc. dal c. 19 al c. 22)

Lettura della Bibbia: Apocalisse 4; 5; 7; da 11, 19 a 12, 18; 14, 1-13; dal c. 17 al c. 19; da 20, 11 a 22, 5; 22, 10-21.

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