Nonostante l’opposizione di alcuni al Motu proprio “Summorum Pontificum” che, ricordiamolo, è cogente per tutti i cattolici a partire da chi degnamente esercita il sacerdozio come successore degli Apostoli, il primo giorno di “liberalizzazione” della S. Messa secondo il venerando Rito c. d. “di S. Pio V”, ha visto numerosissime e significative celebrazioni.

 

Se qualche vescovo, evidentemente poco in sintonia col Santo Padre, non avesse posto un divieto tanto inspiegabile quanto giuridicamente inefficace, rispettato pro bono pacis, alla realizzazione della volontà pontificia, le celebrazioni sarebbero state ancora più numerose, e questo sconcerta: chi paventava divisioni se ne fa oggi artefice, mallevadore o complice: non chi chiedeva la S. Messa tradizionale, mai abrogata ed esplicitamente permessa dal Vicario di Cristo, ha fomentato divisioni, bensì chi contro tale desiderio e contro lo stesso Vicario di Cristo ha opposto argomenti capziosi per giungere ad una sostanziale e qualche volta formale disobbedienza.

 

C’è da chiedersi se costoro si rendano conto quanto, con siffatto comportamento, imitino e legittimino quei contestatori del Concilio Vaticano II che, in nome di quello che vedono come un abbandono della retta dotrina, ritengono il Soglio di Pietro sostanzialmente vacante: se, infatti, il Papa può sbagliare e l’obbedienza è un optional, perché accogliere la volontà del Papa stesso? Ma, a questo punto, perché rispettare quella del vescovo, certamente di minor pregio? Ma su questi argomenti sarà bene tornare, con il dovuto rispetto, senza polemiche ma nella massima chiarezza, con un approfondimento puntuale.

 

Intanto, per quei vescovi e per quel clero, preghiamo affinché siano capaci di riconoscersi in piena comunione col Vicario di Cristo abbandonando una pericolosissima via di disobbedienza, foriera di allontanamento dalla Chiesa.

 

Veniamo ora a considerazioni senza dubbio più piacevoli, ricordando alcune tra le tante SS. Messe preannunciate: tra queste tutte meritevoli di menzione senza distinzione alcuna, sottolineamo quella pontificale di Loreto, per il grande valore simbolico e per la celebrazione del Card. Darìo Castrillòn Hoyos, e quelle di Fegino (Genova) e Artallo (Imperia), non altrettanto imponenti ma significative per una regione come la Liguria (e per un blog pur sempre “domestico”) che, fin qui, ha potuto contare solo sulle Messe domenicali e festive a S. Carlo (Genova), dove l’ottimo Padre Marco Maria della Misericordia della Croce, che tra poco lascerà la Parrocchia al Superiore della Fraternità per intraprendere un’altro tipo di missione, ha celebrato col rito “tridentino” l’Esaltazionedella S. Croce.

 

Sulle Messe di Fegino e di Loreto, poi, possiamo disporre di qualche ulteriore notizia, dai collegamenti che seguono, corredata, nel caso di Loreto (un ringraziamento ad Andrea Carradori), da alcune immagini (per ingrandirle fare “click” su ciascuna).

S. Messa di Fegino

S. Messa Pontificale di Loreto

 

 

 

 

 

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