Introduzione

(tratta dal Messale Romano Quotidiano” di Dom Gaspare Lefebvre, O. S. B., a cura dell’ Apostolato Liturgico di Genova, ed. Marietti, 1963).

Divitias Christi!: Le ricchezze di Cristo! E’ il confronto costante tra la nostra miseria e l’infinita misericordia del Salvatore, che ispira alla Chiesa, unitamente alla forza della sua preghiera, quando confessa a Dio l’immenso bisogno che abbiamo di Lui, l’invito che ci rivolge a contemplare il mistero insondabile delle ricchezze di Cristo. Dichiarando la sua impotenza a misurarne la grandezza infinita, S. Paolo richiama alla nostra mente tutta l’estensione dell’opera della salvezza, per rendere gloria a Dio ed invitarci ad accogliere le grazie che Egli ci prepara. La morte redentrice di Cristo, il dono dello Spirito, la Chiesa, le Sacre Scritture, i Sacramenti: quali tesori di vita divina per trasformare la nostra vita!
Povertà e ricchezza. L’uomo è nulla per se stesso, ma Dio gli ha dato tutto donandogli il suo Figliuolo. Ne segue che il nostro atteggiamento di completa dipendenza nei riguardi di Dio, deve essere contemporaneamente animato di gratitudine e di gioia. L’umile fierezza del cristiano trova qui la sua giustificazione e il suo segreto.

L’ odierna Liturgia e la Bibbia.

Sulle guarigioni di infermi operate da Cristo in giorno di sabato, vedere quelle dell’uomo dalla mano secca (Mt. 12, 9-13), della donna curva (Lc. 13, 10-17), del paralitico di Betsaida (Gv. 5, 1-47), del cieco nato (Gv. 9, 1-41). Gesú stesso dà la spiegazione del suo operato in Lc. 14, 5 e in Gv. 7, 20-24. Si vedrà in Mt. 12, 1-8 che Egli si proclama padrone del sabato.
Sul primato della carità, rileggere Tobia.

Ricordare che la carità operante di Cristo è uno dei segni distintivi per riconoscere in Lui il Messia (vedere quanto è stato detto alla II domenica di Avvento sul “Messia dei poveri”), che il criterio con cui saremo giudicati al giudizio finale sarà costituito dalle « opere di misericordia » (Mt. 25, 31-46), che tutti i miracoli di Gesù furono miracoli di carità (Mt. 9,35 e i racconti di miracoli nei quattro vangeli), che la missione che Gesù affida ai suoi apostoli è anch’essa una missione di carità (Mt. 10, 7-8 — Lc. 9, 1-2), come i miracoli che essi compirono (Atti 3,1-11; 5, 12-16; 9, 32-42; 14, 8-10; 19,11-12; 20,7-11) e che Pietro (Atti 10,38) riassume la missione terrena del Salvatore proclamando che Egli visse sulla terra facendo del bene.

Sui primi posti: Prov. 25, 6-7 — Ez. 21, 31 — Mt. 20, 20-28; 23, 5-12 — Lc. 13, 30 — Gv. 13, 12-17 — Fil. 2, 3. Vedere anche ciò che abbiamo detto sull’umiltà e l’orgoglio alla X domenica dopo Pentecoste, e sulla carità fraterna alla domenica che segue l’Ascensione,

Lettura della Bibbia: Giobbe da 1, 1 a 4, 11; 7; 9, 1-20; 10; da 13, 20 a 14, 22; da 16, 18 a 17, 16; 19, 7-27; 21, 7-26.

Vai al Proprio della S. Messa del 16 settembre (Sedicesima Domenica dopo Pentecoste)

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Per la notazione del gregoriano e i files mp3 vedi la notizia di Martedì 11 settembre.

 

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