Gianteo Bordero, su ragionpolitica.it, analizza e rovescia le critiche al recente Motu proprio del S. Padre che riconosce la possibilità di celebrare liberamente la Messa c. d. “di S. Pio V”.

Tra tali critiche, le più frequenti sono quelle che vedono nel rito antico, ritenuto simbolo identitario di chi avrebbe una concezione ecclesiologica e sociale non solo superata ma negativa. Eppure proprio costoro , cercando di caratterizzare negativamente la Messa “tridentina” (a destra la celebrazione da parte di un Santo) per difendere il “progresso” apportato dalla nuova (nell’immagine a sinistra ne vediamo un esempio), rendono inequivocabilmente quest’ultima ciò che rimproverano ai “tradizionalisti” di fare con quella di sempre: una bandiera politica.

Povera Messa (non importa se nuova o antica), verrebbe da dire, guardando a certi difensori!

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