(Il proprio è disponibile dal collegamento al termine dell’introduzione)

L’Epistola ricorda i terribili castighi che, nel deserto, l’infedeltà di molti Israeliti aveva attirato su tutto il popolo, e ci richiama ad una importante verità: la vocazione divina è un privilegio, ma non è sufficiente a salvarci; essa non fa che rendere più impegnativi i nostri doveri di fedeltà. S. Paolo ci invita a meditare questo insegnamento che ci viene dalla storia dei nostri padri.

La lezione del Vangelo è la stessa. Per aver rifiutato il messaggio di pace che Gesù le aveva rivolto, Gerusalemme sarà completamenti distrutta meno di quarant’anni dopo la morte del Salvatore.

La storia del popolo eletto rivive in mezzo a noi. Il messaggio di Cristo si diffonde: accanto a coloro che l’accolgono, molti, per loro rovina, rifiutano di ascoltarlo e tra coloro stessi che in principio l’avevano accolto, la necessaria prova di fedeltà provoca molte defezioni. Dio però, è fedele; fino all’ultimo Egli vuole la nostra salvezza e ci viene in aiuto anche durante la prova.

L’odierna liturgia e la Bibbia.

Sulla rovina di Gerusalemme: sarà utile paragonarla alla sua distruzione ai tempi di Nabucodonosor, che sarebbe stata evitata se si fosse ascoltato Geremia (Ger. dal c. 21 al c. 28 e dal 34 al 39), e alla distruzione di Sodoma e Gomorra che sarebbero state risparmiate se vi si fossero trovati almeno dieci giusti (Gen. da 18, 16 a 19, 29). Ricordarsi invece di Ninive, preservata dalla rovina perché vi si fece penitenza (Giona) Vedere naturalmente Mt. 23, 37-39; 24, 1-2, 15-28,32-34 – Lc. 19, 41-44. Sarebbe interessante rileggere il Cantico di Mosè (Deut. 32) e l’annuncio della punizione della città santa in Ezechiele (Ez. dal c. 4 al c.11).

Sui venditori scacciati dal tempio: Gv. 2, 13-17. Questi testi citano ad un tempo Is. 56,7 e Ger. 7, 11. Giovanni cita anche il Salmo 68, 10.

Sui riferimenti dell’Antico Testamento che si trovano nell’Epistola odierna e nei cinque versetti che la precedono (1Cor. 10, 1-13): la nuvola (Es. 13, 21-22 – Num. 9, 15-23), il passaggio del Mar Rosso (Es. 14, 5-31), la manna e le quaglie (Es. 16), l’acqua della roccia (Es. 17, 1-7 – Num. 20, 2-11), la morte nel deserto (Num. 14, 26-38; 26, 64-65), la punizione dell’idolatria (Es. 32), d castigo della fornicazione (Num. 25, 1-15) e delle mormorazioni (Num. 21, 4-9).

Lettura della Bibbia: 1 Cronache 16; 22, 6-16; 29, 20-30; 2 Cronache dal c. 5 al c. 7: 15, 1-19; 20, 1-30; 33, 1-17; 34; 35, 20-25; Rut 1, 1-18; 2, 1-17.

(Dal “Messale Romano Quotidiano” di Dom Gaspare Lefebvre, O. S. B., a cura dell’ Apostolato Liturgico di Genova, ed. Marietti, 1963)

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