Ci risiamo! Dopo i chiarimenti della Curia genovese, dopo il motu proprio “Summorum Pontificum”, dopo la Lettera del Santo Padre, dopo un tentativo di condizionarlo mediante la più incredibile e cervellotica raccolta di firme che si potesse concepire e il misero, duplice fallimento dell’iniziativa, un sacerdote si dichiara “obiettore di coscienza” per fedeltà a Paolo VI ed al Concilio (inutile specificare quale: l’unico riconosciuto, quello che avrebbe fatto fuori, secondo interpretazioni che il Santo Padre, nel Suo Magistero, definisce sbagliate, quasi duemila anni di cristianesimo).

Non serve alcun commento, se non altro per la paradossale giustificazione, (“Il papa è ossessionato dal concilio e intende metterlo in soffitta. Non ci riuscirà perché anche i papi sbagliano…”) che l’autore fornisce proprio a quei gruppi che attacca, che non avevano certo bisogno del motu proprio per considerarsi nel giusto, e che guardano con sospetto all’azione del Papa: esattamente come fa il sacerdote in questione…

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