Come preannunciato, continua la preparazione alla Domenica di Pentecoste con la proposta di tre riflessioni, anche questa volta di notevole interesse pastorale nonché, almeno in un caso, storico-culturale.

Si tratta delle omelie di S. Ecc. Alessandro Maggiolini (2002), oggi Vescovo emerito di Como, di S. Em. Rev.ma il Cardinal Carlo Caffarra (1997), allora Vescovo di Ferrara, e del sermone del Santo Antonio Maria Gianelli, del quale cade oggi il centonovantacinquesimo anniversario dell’ordinazione sacra, sacerdote a Genova e a Chiavari e, all’epoca dell’omelia (1841), Vescovo di Bobbio.

S. Antonio M. Gianelli (ritratto sopra) è particolarmente caro a chi scrive queste note e ai chiavaresi, nella cui città fondò l’ordine delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto (Gianelline). Nato a Cerreta, oggi nel comune di Carro (SP), da una famiglia contadina, già partecipe alle funzioni della locale chiesa, si iscrisse nel 1807 (all’età di diciotto anni), al seminario di Genova. Ordinato sacerdote il 24 maggio del 1812, ricoprì la carica di lettere e retorica presso lo stesso seminario arcivescovile genovese. Nel 1826 divenne arciprete della Diocesi di Chiavari e vicario della Val di Vara allora ancora compresa nell’Arcidiocesi di Genova. Fondò a Chiavari il 12 gennaio del 1829 l’Ordine delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto. Durante la gravosa epidemia di colera, che contagiò il comune chiavarese e la sua diocesi nel 1835, fu molto vicino alla popolazione offrendo sostegno morale fino al debellamento di tale malattia nel territorio. Tre anni dopo, nel 1838, fu nominato vescovo della Diocesi di Bobbio (PC), dove  fondò una piccola congregazione missionaria, gli Oblati di Sant’Alfonso. Morì di tisi il 7 giugno del 1846 a Piacenza, all’età di cinquantasette anni; le sue spoglie riposano nella cripta del Duomo di Bobbio dedicandogli una cappella. Fu dichiarato beato dal pontefice Pio XI nel 1925 e proclamato santo il 21 ottobre del 1951 da papa Pio XII.

I brani che seguono, formalmente appartenenti a due millenni e a tre secoli diversi, sono in realtà complementari.

Carlo Caffarra (foto qui accanto) insiste sull’opera dello Spirito Santo come fattore di verità e unità: unità tra le persone, mediante la comprensione della verità di Dio, unità nell’amore di Dio attraverso tale verità, mentre Alessandro Maggiolini(foto qui sotto), oltre allo spirito di comunione, affronta quello di evangelizzazione e di martirio. Quanto al sermone del Santo Gianelli, pur attualizzato nel linguaggio (un grazie a www.gianelline.net), possiamo parlare di una freschezza sorprendente. Il retore e letterato opera fin dalle prime righe rendendo la narrazione quasi poesia che investe e riveste i fedeli dei simboli, dei significati, degli effetti, per terminare in vera e propria invocazione, quasi a riprendere con  forza e consapevolezza quel “Veni Sancte Spirite” cantato prima del Vangelo di Giovanni.

Leggi l’omelia del Cardinal Carlo Caffarra

Leggi l’omelia del Vescovo Alessandro Maggiolini

Leggi il sermone del Santo Gianelli

 

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