Estratto  da  “il tempo.it” . Una sola nota: la preoccupazione dei vescovi francesi dovrebbe forse confrontarsi con le cifre dei cattolici “praticanti”, ridotti in Francia al 4% della popolazione, e degli ingressi nei seminari lefebvriani, che lì sono ormai un terzo degli ingressi annui nei seminari diocesani: è vero che non è soltanto questione di rito, ma davvero il “novus ordo” è stato pastoralmente così adeguato com’era nelle loro attese?

Atteso per lunedì prossimo il «motu proprio»
Messa in latino: torna la tradizione

L’ATTESO «motu proprio» papale sul recupero della messa pre-conciliare in latino è pronto da tempo, ma la sua pubblicazione, prevista in un primo tempo per prima di Pasqua, slitterà a dopo il 16 aprile, giorno dell’ottantesimo compleanno di Benedetto XVI. Lo indicano fonti attendibili in Vaticano. La nota, scritta di proprio pugno dal Pontefice, ripristinerà la possibilità di celebrare la messa in latino con il rito tridentino… Il «motu proprio» – secondo le anticipazioni che si sono rincorse negli ultimi mesi – consentirebbe la celebrazione della messa in modo quasi automatico, se a richiederla è un certo numero di persone…

I vescovi francesi, guidati dal loro presidente mons.Jean Pierre Ricard, non nascondono però un certo disagio di fronte alla prospettiva di perdere il controllo su un capitolo liturgico che ancora brucia in Francia, dove è forte il seguito della Comunità lefebvriana di San Pio X Sono molti i sacerdoti francesi che si rifiutano di celebrare in latino. Proprio per appianare le perplessità dell’episcopato d’Oltralpe, la pubblicazione del «motu proprio» è stata rinviata più volte. È d’altra parte evidente che il ritorno ad una spiritualità maggiormente legata alla tradizione millenaria della Chiesa è uno dei punti centrali del pontificato: anche nell’esortazione post-sinodale sull’Eucarestia era stato auspicato un più ampio uso del latino e del canto gregoriano nelle liturgie.

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