Il terremoto che negli anni ’70 del secolo scorso, anzi del millennio, produsse la quasi scomparsa del canto gregoriano fu in effetti contraccolpo di una distorta attuazione della riforma liturgica conciliare.

Padre Guido Innocenzo Gargano ce ne offre una testimonianza: racconta come il suo monastero, quello benedettino camaldolese di San Gregorio al Celio, a Roma, dove è conservata la cattedra marmorea di papa Gregorio Magno, abbandonò con rapidità fulminea, praticamente da un giorno all´altro, il canto gregoriano, a metà degli anni Sessanta, per abbracciare nuovi e improvvisati moduli musicali.

La svolta fu voluta praticamente all´unanimità e approvata del priore dell´epoca, p. Benedetto Calati. personalità di alto rilievo nel cattolicesimo italiano. L´autore del racconto è il suo successore. Dal collegamento che segue sono disponibili ampi stralci della testimonianza.

Leggi la testimonianza di Padre Gargano sull’abbandono del gregoriano da parte dei benedettini

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