Così dice il Cardinal Dario Castrillón Hoyos un’intervista tratta dal periodico argentino Panorama Católico Internacional (edizione argentina del mensile tedesco Kirchliche Umschau ) ma rilasciata a El Catolicismo, giornale ufficiale dell’Arcidiocesi di Bogotá (Colombia), che l’ha pubblicata per primo. Segue uno stralcio dell’intervista. Data la “debolezza” del mio spagnolo sarò grato a chi volesse correggere o migliorare la traduzione (l’originale è disponibile dai link sopra). intervenendo nei commenti.

Qual è la sfida attuale per l’ “Ecclesia Dei”?

Ci preoccupiamo di quelli che non vorrebbero seguire l’Arcivescovo Lefebvre – che non è esattamente uno scisma [sic]. Con la nostra giurisdizione abbiamo fondato, a nome del Papa, istituti in Francia e Germania e vi abbiamo incardinato il clero rientrato in comunione con Roma. Dobbiamo seguire la vita di questo clero e di queste comunità, le fraternità di S. Pietro [sic].

E per quelli che rimangono con Lefebvre?

Per il loro reinserimento ci sono le associazioni di San Pio X: [ricorrono alla commissione Ecclesia Dei] con visite continue e corrispondenza, chiedendo il rito antico. Sono 500 sacerdoti e seicentomila fedeli, un numero in crescita, con monasteri e seminari, alcuni pieni. [la traduzione di questa risposta, che sostituisce lo zoppicante tentativo iniziale, è stata fornita da Adamantius – vedi i commenti – ]

Il rito della Messa oggi riunisce i fedeli intorno all’altare, si incultura nella loro realtà e lingua. Tornerà il rito di San Pio V, col prete che volge le spalle ai fedeli e le preghiere in latino?

Il grande amore di Cristo è l’ Eucaristia, non è giusto che questa ci divida. La Messa di San Pio V è stata celebrata per più di mille anni. Non è mai stata vietata. Anche se non capisco le parole non è che capisca molto di più quando dico “Questo è il mio Corpo” e vedo un pezzo di pane: solo la fede mi fa credere nella presenza di Cristo. Il Santo Padre estenderà il permesso per questa celebrazione, che non è in opposizione al rito di oggi.

Non è un passo indietro?

Io lo celebro oggi e, nella prima parte, nella quale svolgo l’omelia, guardo i fedeli, che sono miei fratelli, ai quali devo insegnare. Dopo mi rivolgo ai fedeli [e dico loro], allora tutti [rivolti] verso Dio, che è la nostra meta, per lodarlo, e siamo tutti insieme. Non è un passo indietro, è preservare un assetto senza opporlo a un altro.

Per rendere la Messa gioiosa e attraente per la gioventù in questa cultura dell’immagine, ci sono state iniziative come la “Disco Messa” e in Africa si sono viste danze di origine erotica [in Europa e U.S.A. si è visto anche di peggio n. d. t.]. Sarebbe un rimedio per far cessare questi abusi?

Sarebbe un elemento, non “il rimedio”. La nuova liturgia non è stata “il rimedio”. Prima le nostre chiese erano più piene o più vuote? Sono state svuotate! E’ vero che non è dovuto solo a questo, ma la Messa diventa uno tra molti altri riti nel mondo e colpire ciò che è sacro è una cosa grave. Il significato di “Sacrificio” è stato dimenticato. L’Eucaristia porta alla Resurrezione ma attraverso Passione e Morte. E’ una festa dello spirito, per la nostra redenzione.La cosa più importante per Gesù non è stata mangiare con Lui ma cibarsi di Lui.

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