Padre Claude Barthe, autore di “Oltre il Vaticano II: la Chiesa ai nuovi crocevia “, uno degli ecclesiastici francesi meglio informati, scrive a proposito del possibile Motu Proprio in un’intervista on line rilasciata il 22 gennaio 2006 ai lettori di Le Forum Catholique.

Per quanto si può sapere, ci sarebbero state due successive bozze del Motu Proprio. Sarebbe la seconda, più completa e col dettaglio della soluzione dei problemi, ad essere stata esaminata da tutti i componenti della Commissione “Ecclesia Dei” in dicembre. La commissione avrebbe operato alcune modifiche e il testo sarebbe pronto per la firma sulla scrivania del Papa. E’ noto che il Papa impiega molto tempo per le decisioni (cosa diventata leggendaria a Monaco, durante il breve periodo nel quale fu Arcivescovo).

Il testo sarebbe attualmente noto al Cardinal Ricard, al Cardinal Barbarin e ad un certo numero di vescovi francesi, almeno nelle linee generali. Le loro reazioni, le precauzioni adottate, il modo col quale ne hanno parlato al clero, sembrano indicare che nel documento non si troverebbe niente di istituzionale (non rimanderebbe affatto all’Ecclesia Dei le comunità) ma diverrebbe obbligatorio soddisfare le “necessità dei fedeli” senza possibilità di opposizione se non per giustificati motivi.

Non credo, ma potrei sbagliare, che la libertà sarà limitata. Credo che lo shock psicologico generato dalla libertà sarà salutare, anche se creerà difficoltà: alcune previste e altre che è più difficile prevedere… Insisto nello stile possibilista che ho usato costantemente in questa risposta.

Annunci