La raccolta di firme lanciata contro la possibilità di un “motu proprio” teso a liberalizzare maggiormente la S. Messa secondo il rito antico continua ad essere un palese insuccesso.
L’appello, che aveva reso necessario un chiarimento da parte della Curia genovese, avrebbe dovuto raggiungere almeno 10000 firme entro il 2 dicembre (vedi la notizia su adista) ma l’obiettivo non è stato raggiunto: ad oggi le firme sono oggi un po’ più di 1.200 su più di 22.000 visitatori. Sul fronte opposto, il sondaggio on line del Corriere della Sera evidenzia quasi il 75% di sì (su 40000 intervenuti) alla liberalizzazione della S. Messa in latino.
Da segnalare i commenti sul sito che ospita l’appello (belli e pacati quelli di Maurella, molti quelli polemici ed anche troppo animati su un fronte e sull’altro). Tra i (pochi) firmatari si registrano alcuni sacerdoti (tra questi un “prete operaio”, un “prete operaio pensionato”, un ex prete e un ingegnere prete), un non credente, un ateo, un artista ateo estimatore di Giovanni XXIII, un Pastore (con la “p” maiuscola, si suppone quindi un sacerdote protestante), un “Volontariato” (sic), un “Agente de Pastoral”, un “Ministro di culto – biblista” (il nome è femminile quindi anche qui si suppone la presenza di una protestante), una “Cantautrice per la pace”, un “Libero” (sic), un “Intellettuale” (erano anni che ne cercavo uno…), un’ “Operatrice sociale” (qualcuno sa che cosa sia?), un “A.O.” (idem), un “Consulente filosofico” (idem). Dimostrazioni ironiche di dissenso sull’appello? Sicuramente lo sono quelle di Giuseppe Garibaldi, Napoleone Bonaparte, Enrico ottavo (?), Martino Lutero, Basta Chiesa, Anna Caifa, Karl Marx, Paolo VI, Karamustafà Pascià, Mohamed Maometto, Giuseppe Stalin, Totò Merumeni nonché quelle di Marcel Lefebvre e di Giuseppe Ratzinger. Molte perplessità suscita invece la firma, che potrebbe essere vera, di Don Franco Ratti, fondatore del Movimento Concilio Vaticano II, che riterrebbe di essere stato “consacrato direttamente e personalmente Profeta dal Signore Gesù per la Riforma della Chiesa”.
Più che probabili falsi, anche per le professioni indicate, sembrano poi le firme che si vorrebbero appartenenti a Massimo D’Alema, Romano Prodi, Oscar Luigi Scalfaro, Rita Levi Montalcini, Britney spears, Vladimir Luxuria, Giorgio Napolitano, Tommaso Padoa Schioppa. Notevole, infine, la schiera di maleducati, che si firmano con bestemmie e/o turpiloquio.

 

Tutte firme che, non ancora cancellate, campeggiano bellamente sul sito.
Insomma, parafrasando Flajano, un flop disperato ma non serio.

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