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Riprendiamo le riflessioni iniziate con i documenti sul Corpus Domini e con l’articolo sulla S. Messa
come sacrificio del Cardinal Medina Estévez pubblicando alcuni brani sul Sacramento dell’Eucaristia e sulla liturgia tratti da”Le sorgenti della nostra fede - Liturgia e Sacramenti nel Catechismo della Chiesa Cattolica, ed. Jaka Book , del Cardinal Schoenborn.
I sette sacramenti costituiscono «un organismo nel quale ciascuno di essi ha un ruolo vitale». Ma tra tutti i sacramenti l’Eucarestia ha il significato più importante. Essa è chiamata «il sacramento dei sacramenti»: «gli altri sono tutti ordinati a questo come alloro specifico fine» (CCC 1211) Leggi tutto
Alla vigilia del Corpus Domini proponiamo una riflessione sul sacrificio di Cristo
come centro e apice della vita della Chiesa nella celebrazione eucaristica: l’articolo del Cardinal Jorge Medina Estevez, pubblicato su Radici Cristiane n. 23 dell’aprile 2007, offre un bel quadro teologico che quasi naturalmente volge il lettore verso la spiritualità e il valore dell’atto liturgico.
Gesù ci salva con la sua Parola, col suo Vangelo. Egli, che è la verità stessa, ci libera dalle molteplici forme d’inganno e di menzogna che il demonio introduce nel mondo. L’opera di Satana si esercita principalmente con l’inganno, introducendo l’errore, frastornando la scala dei valori, inducendo al culto delle apparenze, facendo scambiare per realtà ciò che è un miraggio ostacolante all’accesso della verità. Leggi tutto
L’itinerario di preparazione alla solennità del Corpus Domini continua con la proposta della bella omelia di padre Tyn, visualizzabile e/o scaricabile dal collegamento posto al termine di questa introduzione.
Tomas Josef M. Tyn dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani) nasce a Brno, in Cecoslovacchia, il 3 maggio 1950, da Zdenek e da Ludmila Konupcikova-Tynova, entrambi medici; dall’ambiente familiare assorbe quei princìpi cristiani di cui il regime socialcomunista ostacola la pubblica professione. Grazie a una borsa di studio frequenta l’Accademia di Digione dove, nel 1969, consegue con alte votazioni il baccellierato. Benché sorvegliato come gli altri studenti cecoslovacchi, ha contatti con padre Henri-Marie Féret O.P., di cui frequenta un corso speciale. Nel frattempo, nel 1968, i suoi genitori hanno lasciato la Cecoslovacchia. 
Dotato di talenti eccezionali, con particolare inclinazione alla filosofia e alle lingue orientali, il 28 settembre 1969 prende l’abito dell’Ordine dei Predicatori a Warburg, in Vestfalia, dove fa il noviziato, il 29 settembre 1970 fa la professione semplice, e inizia il corso istituzionale filosofico-teologico nella Provincia di Teutonia.
Disorientato dagli errori teologici e filosofici insegnati dai confratelli, nel 1973, “fugge” a Bologna, sulla tomba del Padre dei Predicatori, nel Convento di San Domenico, ove è maestro dei novizi il suo connazionale padre Jirí Vesely O.P.
Qui, nella Provincia di Lombardia, completa i suoi studi con il lettorato-licenza. È ordinato sacerdote a Roma il 29 giugno 1975 da Papa Paolo VI, e all’Università San Tommaso corona il suo curriculum scolastico con il dottorato in Sacra Teologia, conseguito nel 1978 sotto la guida di padre Edward Kaczynski O.P. con una tesi su L’azione divina e la libertà umana nel processo della giustificazione secondo la dottrina di S. Tommaso d’Aquino (Il confronto tra l’azione divina e gli atti del libero arbitrio nella giustificazione) (Tamari, Bologna 1979),
Tornato a Bologna come professore di Teologia Morale, mostra grande fermezza contro le deviazioni che attualmente si manifestano in questa materia. Nel 1980 è vicereggente dello STAB, lo Studio Teologico Accademico Bolognese, ove insegna logica minor e maior, metafisica, etica, storia della filosofia e teologia morale; nel 1984 è annoverato fra i membri della Commissione per la vita intellettuale della Provincia.
Sul finire del 1989 è improvvisamente colto da forti dolori e una sentenza agghiacciante gli dà poche settimane di vita, che passa con i familiari, assistito anche dalla loro competenza medica. Chiude la sua esistenza terrena dopo aver ricevuto l’Estrema Unzione dal padre priore, Patrizio Pilastro O.P. Il padre provinciale, Francesco Pierbon O.P., partecipa ai suoi funerali, che si sono svolti il 5 gennaio 1990.
Sempre gentile e cordiale nell’ascolto anche dei più umili e ignoranti, rispondeva con grande dolcezza, chiarezza e convincimento. Quanto era mansueto nei rapporti con le persone, tanto la sua voce era come tuono dalla cattedra e dal pulpito: l’uomo di Dio manifestava così il biblico “lo zelo per la tua casa mi divora”. Si prestava volentieri, spesso l’unico, anche alle più umili funzioni nella comunità.
Il suo senso di Dio e la sua profonda pietà hanno animato la sua intensa e molteplice attività di insegnamento e di apostolato, di cui ha fatto oggetto le più diverse realtà: così, per esempio, su richiesta di un gruppo di fedeli, dopo l’indulto concesso dalla Santa Sede, ha celebrato la Messa secondo il rito detto di san Pio V.
Quanto alla produzione scientifica, oltre a scritti minori su varie riviste, lascia studi comparsi in Sacra Doctrina e in Sapienza, nonché il contributo Evoluzione e dottrina cristiana al volume collettivo Evoluzione, cultura e intelligenza fra passato e futuro (Cappelli, Bologna 1985, pp. 49-57) e un corposo saggio su Metafisica della sostanza. Partecipazione e analogia entis (Edizioni Studio Domenicano).
Pubblicata l’Esortazione Apostolica Postsinodale Sacramentum Caritatis, notevole e “promettente”, e riprendendo il recente post sulle sessioni ed i canoni sull’Eucaristia del Concilio di Trento, può essere interessante approfondire lo sviluppo del dogma della transustanziazione fino allo stesso Concilio, che lo ha accuratamente definito. Un ringraziamento all’amico che ha fornito il documento.
Leggi il documento sulla transustanziazione
Mons. Ranjith, nell’intervista appena pubblicata, si sofferma su numerosi argomenti tra i quali l’Eucaristia.
Poiché da Trento, nei successivi Concili, nulla è cambiato, sembra utile rivedere il tutto a partire da quell’avvenimento, anche per evitare i fraintendimenti lamentati dall’Arcivescovo Ranjith.
Certo, a volte, il linguaggio un po’ duro ma comprensibile di quei momenti può essere confuso con chiusura ed intransigenza, ma se le parole della verità possono essere adattate ai tempi non è così per la verità stessa, che non può essere diversa: magari meglio compresa ma certamente non annullata o, peggio, stravolta come Mons. Ranjith, sia pure con stile cauto e ponderato, adombra qua e là
Leggi le sessioni e i canoni sul SS. Sacramento

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