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Download Title Don Juan Andrés Caniato, incaricato della Diocesi di Bologna per la Pastorale delle comunicazioni sociali, ha realizzato un servizio televisivo, apparso anche sul sito diocesano, sulla Messa secondo la forma straordinaria del Rito Romano (detta “di San Pio V” o “tridentina”) che si svolge nei giorni festivi (ore 18.00) presso la Parrocchia di S. Maria della Pietà . Leggi tutto
La Santa Pasqua è il centro della vita cristiana ed il culmine dell’anno liturgico. Dopo la severità della Quaresima, la mestizia della Passione ed il dramma del Calvario, dopo il Sabato Santo passato nel dolore, ma anche nella speranza, accanto alla B.V. Maria risuona potente ed al tempo stesso pacato l’Alleluja della messa celebrata nella notte dopo la Vigilia pasquale. Con questa domenica inizia il tempo pasquale vero e proprio, che ci procurerà 50 giorni di gioia fino alla Pentecoste. I paramenti sono bianchi. La Messa di oggi, richiesta dal Cardinale Acquaviva ed a questo dedicata, venne eseguita per la prima volta a Roma l’otto settembre del 1720. (per ingrandire la locandina a fianco fare click sull’immagine) Leggi tutto
Per errore materiale, nel post precedente sulla liturgia Domenica 19 gennaio è stata indicata erroneamente come II Domenica dopo l’Epifania, mentre in realtà si tratterà della Domenica di Settuagesima; la liturgia della Seconda Domenica dopo l’Epifania è invece anticipata a Sabato 18 e le opportune correzioni sono già state apportate.
Al più presto cercheremo di mettere in linea i propri della Domenica di Settuagesima. Insieme alle scuse a tutti per l’involontario errore giungano i ringraziamenti agli amici che l’hanno segnalato!
Durante il recente periodo nel quale questo blog è rimasto silente, non sono certo venute a mancare notizie e segnalazioni, che tuttavia non sono state riprese dopo la riattivazione del servizio in quanto trattate altrove con sufficiente chiarezza; una di queste notizie, che faceva ben sperare, merita comunque di essere riportata e ponderata per i sentimenti e le valutazioni contrastanti che non può fare a meno di suscitare: quella della S. Messa, definita per ora “in latino”, celebrata per la prima volta a Sanremo (IM) il 23 dicembre scorso con prosecuzione ogni quarta Domenica del mese.
E’ stata una vera sofferenza conoscere quella meravigliosa notizia (erano arrivate almeno due segnalazioni dirette) e non poter contribuire a diffonderle in internet, ed una sofferenza ancora più grande è stata non poter riprendere l’enorme successo (chiesa letteralmente e completamente strapiena in un giorno di pioggia e fedeli tornati indietro per non essere riusciti ad entrare); grave motivo di sofferenza, però, è stato anche l’apprendere che la liturgia sarebbe stata stravolta dalla sostituzione delle letture previste dal Messale di S. Pio V e del Beato Giovanni XXIII con quelle tratte dal lezionario paolino e previste per quella Domenica dal calendario del Novus Ordo Missae.
Si è parlato anche di altri “abusi”, che in realtà sarebbero riconducibili più che altro a piccoli errori, ma era pur sempre la prima volta e l’importanza dell’avvenimento superava e supera di gran lunga l’inesperienza, tuttavia la questione delle letture è enorme: il Messale di S. Pio V comprende in se’ le letture uguali per ogni anno, non ha un lezionario a parte per tre cicli annuali; il calendario liturgico delle due forme coincide solo occasionalmente. Inoltre il Motu proprio prevede la “possibilità” di utilizzare la lingua nazionale in una traduzione approvata, non la facoltà di utilizzare il nuovo lezionario; se a tutto ciò aggiungiamo che la scelta delle letture, nel Messale tradizionale, ha come costante il riferimento al sacrificio Eucaristico, risulta che la Messa celebrata a Sanremo non solo non è conforme al Messale detto “di S. Pio V” ma nemmeno al Motu proprio “Summorum Pontificum”, e viene a creare, di fatto, una terza forma di Rito Romano.
Che fare, allora? Attaccare e disconoscere quella Messa in nome dell’evidente e gravissimo abuso? Sorvolare e fare finta di niente in nome del grande successo (che, quasi sicuramente, sarà confermato con le prossime celebrazioni)? Semplicemente ignorare la sua esistenza come se fosse cosa che non ci riguarda? Credo che si tratterebbe di atteggiamenti comunque sbagliati: se è vero che il desiderio comune è che la forma straordinaria del Rito Romano si conservi e si estenda, la condanna pur legittima non contribuisce a risolvere il problema, così come non lo risolve l’assoluzione in virtù dell’alto numero di partecipanti e del gradimento, visto che comunque in questo modo il Motu proprio non è applicato ma stravolto; la mera indifferenza, infine, rischierebbe di contribuire alla perdita di un’ottima occasione ed alla fissazione di qualcosa che, comunque lo si voglia chiamare, è un grave errore suscettibile, tra l’altro, di costituire un precedente al quale qualcuno potrebbe appellarsi per svuotare di significato il Motu proprio.
Non resta, allora, che pregare e cercare in tutti i modi di rimettere ordine nelle prossime celebrazioni con le letture del Messale tradizionale (in latino o in italiano) e del calendario liturgico corrispondente, sostenendo prima di tutto quanti comunque si sono adoperati per ottenere l’applicazione del Motu proprio, che meritano almeno i complimenti per l’impegno e la comprensione per essersi trovati a gestire una questione tutt’altro che facile; certamente non si può dire che l’obiettivo sia stato raggiunto né negare che la situazione possa essere gravida di sviluppi potenzialmente negativi, ma è proprio per questo che occorre un impegno generale, per quanto ciò sia possibile ed opportuno, senza limitarsi agli ovvi auguri agli amici sanremesi ed alla speranza di poter, già dalla quarta Domenica di gennaio, indicizzare la S. Messa di Sanremo (Chiesa di S. Stefano, PiazzaCassini) tra quelle in piena applicazione del Motu proprio.
Dai collegamenti che seguono, dopo una breve presentazione sulla S. Messa di Sabato prossimo (19 gennaio, seconda Domenica dopo l’Epifania) sono disponibili i consueti sussidi: proprio, notazione gregoriana del proprio, mp3 (da Christus Rex, benedettini di S. Paolo). Questi ultimi, oltre a poter essere scaricati nel consueto file “zippato”, possono essere ascoltati ad uno ad uno direttamente dal sito con un click su “AUDIO MP3″e successivamente, volendo, scaricati con un click su “scarica”.
Con la collocazione delle nozze nel sesto giorno, si fa un’allusione diretta a Gv 19,31, cioè alla morte di Gesù. Il sesto giorno è il giorno della creazione dell’uomo ed è il giorno della generazione dell’uomo nuovo sulla croce. Il terzo giorno, invece, è il giorno della sua risurrezione. Il fatto che Cristo nella risposta alla madre che lo informa della mancanza di vino dica “la mia ora non è ancora giunta”, significa che le nozze di Cana di Galilea vanno lette in chiave pasquale. L’ora di Cristo nel vangelo di Giovanni è l’ora della gloria di Dio che coincide con la sua crocifissione, con la morte sulla croce. Si tratta dunque di una chiave di lettura pasquale, in una confluenza della gloria di Dio e della morte di Cristo. Questo sacrificio va allora compreso in una chiave sponsale, dato che si tratta di nozze. Cristo in qualche modo viene interpretato come il nuovo sposo e perciò il costato aperto sulla croce e il sangue e l’acqua versati devono ricevere un significato anche dal segno operato alle nozze di Cana: la grazia, lo Spirito Santo, la vita, i grandi misteri simboleggiati dall’acqua, dal sangue e dal costato aperto sono, infatti, la generazione dell’uomo nuovo nel battesimo, generato dal vero Sposo. Leggi tutto
La seconda S. Messa celebrata a Rapallo (parrocchia di S. Pietro) ha di nuovo registrato un alto numero di partecipanti ed uno svolgimento pressoché impeccabile: il celebrante, don Beppe, non più vittima delle sofferenze della prima volta (era febbricitante) e ha reso onore e dignità alla venerabile forma del Rito. La partecipazione, poi, è stata entusiastica, con coinvolgimento di nuovi ministranti che hanno svolto un encomiabile servizio, con i canti provati dai fedeli fino a poco prima, con un clima in cui slancio e raccoglimento si sono mirabilmente alternati nel perfetto equilibrio del Messale adottato da S. Pio V e modificato, in ultimo, dal B. Giovanni XXIII. Leggi tutto
(da Apcom) Città del Vaticano, 13 gen.- Cosa insolita e originale: oggi il Papa celebrerà la messa durante il quale battezzerà 13 bambini nella Cappella Sistina “con le spalle rivolte ai fedeli e lo sguardo alla Croce”. Una nota dell’ufficio liturgico riferisce infatti che “quest’anno non verrà allestita la pedana in legno che recava un apposito altare aggiunto per l’occasione, ma sarà utilizzato l’altare proprio della Cappella Sistina“. Leggi tutto
Domenica 13 gennaio 2008 alle ore 16.15, presso il Santuario della B.V. Addolorata di Campocavallo, Osimo, sarà celebrata la Santa Messa con il Messale del Beato Giovanni XXIII (Motu Proprio Summorum Pontificum), organizzata dal gruppo giovanile parrocchiale locale. (Per ingrandire l’immagine basta “cliccare” sulla stessa). Leggi tutto
Alcuni giorni or sono era stato pubblicato il comunicato stampa relativo alla conferenza che gli amici di Belluno avrebbero tenuto l’8 gennaio u. s. (vedi notizia del 6 gennaio) sulla risposta del Vescovo di Belluno - Feltre, S. Ecc. Rev.ma Mons. Andrich, in merito alla loro richiesta per la celebrazione di S. Messe secondo la forma straordinaria del rito romano (c. d. “Messe tridentine”); la risposta del Vescovo, come appare dalla cronaca riportata di seguito, appare ineccepibile e ciò fa ben sperare. Agli amici di Belluno complimenti e fervidi auguri! Leggi tutto
Liberalizzata da Papa Benedetto XVI la Santa Messa latina in rito romano antico, un gruppo di fedeli bellunesi ne ha reiterato la richiesta pochi giorni or sono. E intanto la Curia diocesana ha già fatto conoscere ai parroci e ai fedeli una sua prima indicazione. La Santa Messa latina dei nostri Padri, antecedente il Concilio Vaticano II e precedente le riforme liturgiche del 1970, tornerà ad essere celebrata anche a Belluno? Legggi tutto
Dopo la S. Messa “on line” e grazie alle nuove funzionalità del sito, ecco un’altra possibilità di accesso “a distanza” a cerimonie e luoghi sacri: questa volta si tratta della Grotta di Lourdes, visibile “in diretta”. Naturalmente valgono le stesse considerazioni già svolte per la S. Messa, visto che nulla può sostituire la pesonale presenza, tanto meno nella Grotta di Lourdes, che comunque non è certo raggiungibile tutti i giorni, dalla cui visione tutti possono trarre un po’ di conforto. Leggi tutto
O Santissima Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, speranza e consolazione delle famiglie cristiane, accogliete la nostra: noi ve la consacriamo interamente e per sempre. Benedite tutti i membri, dirigeteli tutti secondo i desideri dei vostri cuori, salvateli tutti. Noi ve ne scongiuriamo per tutti i vostri meriti, per tutte le vostre virtù, e soprattutto per l’amore che vi unisce e per quello che portate ai vostri figli adottivi. Non permettete mai che qualcuno di noi abbia a precipitare nell’inferno. Richiamate a voi quelli che avessero la disgrazia di abbandonare i vostri insegnamenti e il vostro amore. Sorreggete i nostri passi vacillanti in mezzo alle prove e ai pericoli della vita. Soccorreteci sempre, e specialmente nel momento della morte, affinché un giorno possiamo trovarci tutti riuniti nel cielo intorno a voi, per amarvi e insieme benedirvi per tutta l’eternità. Amen. (Consacrazione alla S. Famiglia approvata da Pio IX nel 1870). Vai al proprio della S. Messa

Nei giorni scordi il Card. Bertone ha confermato la prossima pubblicazione di un documento della Santa Sede sull’applicazione del Motu proprio “Summorum Pontificum”, che alcuni (pochi) sacerdoti hanno interpretato in modo estensivo mentre alcuni vescovi (molti) si sono arrampicati sugli specchi per restringerne l’applicazione, quando non si sono apertamente ribellati al Sommo Pontefice. Leggi tutto
La “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI continua a produrre frutti, nonostante i molti oppositori che vorrebbero “saperne più del Papa”. Nuove S. Messe secondo la forma Straordinaria del Rito Romano (c. d. “Messa tridentina”) saranno celebrate con continuità a Firenze, che raddoppia le celebrazioni, nella stupenda chiesa di S. Salvatore in Ognissanti (nell’immagine l’interno della chiesa) ed a Civitavecchia (qui è la prima volta), presso la Parrocchia S. Pio X. Leggi tutto
Già da un po’ anche a Genova, grazie alla disponibilità del Parroco di Sant’Ambrogio di Fegino, Don Paolo Romeo, è possibile praticare la devozione al Sacratissimo cuore di Gesù mediante la pia pratica “dei primi nove venerdì del mese” anche con una celebrazione secondo la forma straordinaria del Rito Romano (c. d. Messa “tridentina”); le funzioni si svolgono a Genova - Fegino, presso la Cappella della Madonna della Guardia in Via Ponte Polcevera, all’angolo con Via E. Ferri (vedere le note nella pagina “La Santa Messa dove e quando“). Per rendere più proficua la pia pratica e rispondendo ad una richiesta giunta da molti, comincia la pubblicazione di una serie di documenti il primo dei quali, di seguito, è uno sguardo generale alla storia ed al significato spirituale tanto della devozione quanto della pia pratica. Leggi tutto
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
“Il giorno dell’Epifania alle ore 18 nella chiesa recentemente restaurata di S. Caterina (detta anche chiesa dei Domenicani), in Piazza dei Domenicani, quartiere “Venezia” (il primo del Centro che si incontra venendo da Pisa), S. Messa in rito “Tridentino” con coro di canti gregoriani“.
Riceviamo da Andrea Carradori e volentieri pubblichiamo, non solo per il valore dell’avvenimento ma perché sembra prospettarsi una certa stabilità: complimenti, auguri e… ringraziamenti e preghiere a S. Catervo (nell’immagine) senza dimenticare S. Nicola da Tolentino!
A Tolentino (MC), Giovedì 3 gennaio 2008 ore 19,15, nella chiesa del Santissimo Crocefisso, detta dei Cappuccini, piazza Porcelli, avrà luogo la Santa Messa con il Rito Romano antico, Messale del 1962, celebrata, in nomine Episcopi, dal Rev.mo Don Vittorio Serafini, Vicario Episcopale della Vicaria di Tolentino, grazie alla cortese comunicazione di S.E.R. Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo Diocesano e la squisita collaborazione dei Rev.mi Parroci di Tolentino e particolarmente del Rev.mo don Andrea Leonesi che ospiterà e celebrerà in futuro ( sarà il più giovane Sacerdote locale, è nato nel 1968, a celebrare con l’antico rito !)
Parteciperanno Cori e Gruppi Ecclesiali cittadini. Leggi tutto
Mons. Manganini, in occasione delle precisazioni della curia milanese sul Motu proprio, che sarebbe inapplicabile al rito ambrosiano e inutile nelle parrocchie di rito romano, aveva motivato l’ultimo asserto con l’assenza di gruppi stabili legati al rito “preconciliare” nella diocesi ambrosiana.
L’”episodio” della S Messa tradizionale nella cappella dell’Università Cattolica sembrava dimostrare il contrario, si trattò, apunto, di un episodio: nonostante le richieste, il fatto che il cardinale si sentisse personalmente offeso -notizia per la verità di fonte non certissima ma largamente circolata e mai smentita- indusse Mons. Ambrosio (da poco vescovo della diocesi di Piacenza - Bobbio, vicina e legata a quelle di Genova e Chiavari, auguri e complimenti doppi…) a sospendere le celebrazioni.
Ora un nuovo “episodio” sembrerebbe introdurre elementi di dubbio alle certezze di Mons. Manganini: circa 500 firme, raccolte su internet, per chiedere l’applicazione del Motu proprio anche a Milano.
A dire la verità, ove ci fossero sacerdoti disponibili, non servirebbe chiedere il permesso al vescovo, su questo il motu proprio è chiarissimo; tuttavia la petizione testimonia la volontà di unità e la serenità dei richiedenti nei confronti del loro pastore e di tutte le suscettibilità. L’augurio è che la stessa volontà e la stessa serenità diventino un patrimonio comune.
Dal collegamento con Il Giornale l’articolo di A. Tornielli
Ci siamo: il trasferimento è in corso, non tutto funziona ancora perfettamente ma il nuovo spazio di Introibo ad altare Dei è pronto. Questo blog, tuttavia, non va certo in pensione: per un po’ di tempo (più o meno quello necessario a completare il trasferimento degli articoli e la loro riorganizzazione) riprenderanno e continueranno i normali aggiornamenti sia sul “vecchio” che sul “nuovo” spazio web, per poi riservare il primo a “diario” e commenti personali (un vero e proprio blog), mentre il secondo proseguirà, spero in meglio, la linea già intrapresa e tanto gradita ai visitatori.
Il nuovo indirizzo, sul quale sono presenti ad oggi alcuni vecchi articoli in via di riorganizzazione insieme ad alcuni post di prova, è il seguente:
www.introiboadaltaredei.info
Naturalmente sono graditi suggerimenti e segnalazioni.
Ancora una volta il blog è rimasto fermo per molti giorni: i problemi, stavolta, sono stati personali e tecnici ma ora (più o meno brillantemente) superati.
Il blog, tuttavia, non riprende subito: visto che, nonostante l’ottimo hosting messo a disposizione da wordpress.com (tra l’altro gratuito), il tempo libero non era e non è più sufficiente per garantire la consueta cura degli aggiornamenti, l’ ho utilizzato per organizzare il trasferimento ad un altro hosting provider sul cui spazio sarà possibile gestire tutti i files.
L’aspetto grafico sarà lo stesso ma con possibilità di vedere filmati e gallerie di immagini, di ascoltare files audio e tanto altro ancora… comunque anche il sito attuale resterà visibile, ma sarà un vero blog.
L’appuntamento è tra pochi giorni, forse addirittura il 30 dicembre. Intanto, poichè il Santo Natale è passato, auguro a tutti buone feste e riprendo gli aggiornamenti, anche se graficamente un po’ meno curati…

Il 9 dicembre 2006, un po’ per gioco e un po’ per condividere il valore spirituale della forma straordinaria del Rito Romano (allora si parlava di Rito tradizionale, Rito antico, Messa di sempre, Messa tridentina etc.), nasceva questo blog soprattutto come rapido mezzo di scambio e di informazione centrato sull’esperienza genovese della S. Messa celebrata settimanalmente nella chiesa dei Santi Carlo e Vittore e Nostra Signora della Fortuna.
Era e rimane un tentativo modesto, cui non sono mancati né mancano limiti e inconvenienti, che però ha superato i limiti territoriali ben oltre la quota fisiologica intrinseca al mezzo raggiungendo in media oltre 500 visite giornaliere, più di centomila visite - raggiunte proprio oggi! - numerosi collegamenti e citazioni da altri siti italiani ed esteri, e perfino qualche apparizione sulla stampa locale e nazionale.
Evidentemente l’argomento supera la forma e quel tesoro liturgico rappresentato dal Rito Romano nella forma straordinaria è tanto ricco di grazia da sgorgare con forza anche dalle fessure più isignificanti.
Un ringraziamento sentito a chi ha collaborato con commenti, segnalazioni, suggerimenti. Troppo lungo sarebbe l’elenco, d’altra parte il ringraziamento non può non comprendere anche chi, magari soltanto con le visite ripetute, ha confermato il gradimento del blog spingendo a continuare un impegno piacevolissimo ma non sempre lieve.
Oggi è il compleanno del blog ma è la festa di tutti; ora andiamo avanti, magari, in futuro, con nuovi collaboratori ma soprattutto con l’aiuto di N. S. della Fortuna e sotto la sua protezione.
Una Voce Italia, con il Presidente Riccardo Turrini Vita, è intervenuta sulle Messe vietate a Savona:
Appreso della proibizione generale di applicare il Motu proprio Summorum Pontificum, fatta dall’amministratore diocesano di Savona-Noli mons. Andrea Giusto (cfr. Diocesi di Savona-Noli - Sito ufficiale, 26 novembre 2007), Una Voce Italia, il 29 novembre 2007, con propria nota verbale indirizzata al card. Castrillón Hoyos, presidente della Commissione Ecclesia Dei, ha rilevato come il rifiuto di aderire alla legge della Chiesa, quale emerge nella comunicazione del sito diocesano, costituisce momento di denegata giustizia, e ha chiesto all’em.mo Cardinal presidente un intervento che induca mons. Giusto a rivedere le proprie determinazioni.
Il presidente nazionale ha osservato che la generica disposizione interdittiva appariva da subito nulla e inefficace.
Il giorno successivo è stato comunicato che il Santo Padre ha eletto alla sede episcopale di Savona mons. Vittorio Lupi. La notizia ha reso più concreta la speranza che la situazione di Savona sarà nel futuro resa più conforme alle disposizioni del Papa. Tuttavia al momento - l’ingresso del nuovo Pastore è previsto fra tre mesi - la situazione permane invariata, e sacerdoti e fedeli della diocesi patiscono il danno di non potere fruire della messa tridentina. Per questo la richiesta di Una Voce al card. Castrillón Hoyos continua a essere attuale e indifferibile.
Intanto la S. Sede apre un’istruttoria sul caso di Salerno, dove l’Arcivescovo Pierro, già noto per aver partecipato alle “primarie” del Pd (atto politicamente corretto visto che nell’occasione nessuno ha parlato di ingerenza della Chiesa), ha pensato bene di non applicare il motu Proprio (forse politicamente scorretto). Dal collegamento che segue è posssibile leggere l’ articolo apparso su “Libero”.
I molti impegni di questa settimana non hanno consentito la pubblicazione più tempestiva e scaglionata dei consueti strumenti di preparazione alla S. Messa, tuttavia disponibili dai collegamenti che seguono:
Vai al Proprio della S. Messa dell’Immacoata Concezione
Vai alla presentazione di Dom Guéranger
Vai all’omelia del Card. Biffi
Vai alla notazione gregoriana del proprio
Dal link che segue è disponibile il proprio della S. Messa di Venerdì 7 dicembre, S. Ambrogio, celebrata nela cappella di N. S. della Guardia a Genova - Fegino dal Rev. Don Paolo Romeo.
Nella chiesa dei SS. Vittore e Carlo e N.S. della Fortuna Via Balbi 7 a Genova, Santa Messa dell’Immacolata Sabato 8 dicembre 2007 ore 11:
Missa brevis in Fa maggiore per soli, coro a quattro voci, archi ed organo di Franz Joseph Haydn (1732 - 1809) eseguita dalla Schola Cantorum “Santo Stefano” con la partecipazione dell’orchestra barocca “Il Cimento degli Affetti” diretti dal M.° Valentino Ermacora.
Il proprio sarà cantato come ogni domenica dalla Sezione Gregoriana della Schola Cantorum.
Col patrocinio di “UNA VOCE” Associazione per la salvaguardia della liturgia latino - gregoriana
Segreteria: via Cagliari 3 - 16142 Genova - 010876398
A breve sarà pubblicato il proprio.
Fare click sul manifesto a fianco per ingrandirlo; per visualizzarlo o scaricarlo in formato pdf usare questo collegamento.
Venerdì 7 dicembre, (primo venerdì del mese) S. Messa del con il rito romano tradizionale alle 16,30 presso la cappella di NS.della Guardia in via al Ponte Polcevera (angolo via E. Ferri).
Come arrivarci:
1) autobus 53, in partenza da Piazza Pallavicini, discesa alla prima fermata (caserma dei carabinieri di via E. Ferri).
Alla discesa, si percorrono 30 metri a piedi in direzione Bolzaneto: la cappella si riconosce da una porta metallica verde, sulla quale spiccano due croci.
2) autobus 63, in partenza da via Avio (Cornigliano): fermata caserma carabinieri di via E. Ferri.
A breve sarà pubblicato il proprio.
… e ce ne rallegriamo, con la segreta speranza di aver fornito un piccolo contributo.
Peccato che la notizia sul divieto di Messa sia ormai sommersa da un mare di post successivi, comunque c’è sempre il link nella notizia precedente.
Dopo la pubblikazione (che ci crediate o no, la k è un refuso tuttavia immeritevole di correzione…) del “diktat” anti Motu proprio di Mons. Giusto, dopo i commenti negativi comparsi, dopo che in tutto il mondo occidentale si è evidenziato lo scandalo e dopo la nomina del nuovo Vescovo di Savona - Noli (tempismo perfetto!) il sito della diocesi non è più visibile (vedi www. diocesisavonanoli.it).
Certo che la sparizione del “diktat” e dei commenti (tutti negativi!) prima, e poi addirittura la manutenzione improvvisa del sito potrebbero contribuire alla nascita di sospetti poco benevoli.
Ebbene, siccome tali sospetti sarebbero ingenerosi verso i curatori del sito e verso l’amministratore diocesano, abbiamo fraternamente contribuito a smantellarli fornendo il link alla pagina dei commenti (ancora ben visibili e che abbiamo provveduto a salvare) da dove è possibile inviarne ulteriormente . Per il comunicato di Mons. Giusto ci affidiamo alla “fotografia” già pubblicata da “Rorate caeli” e sopra riprodotta (per vedere l’immagine nelle dimensioni originali fare “click” sulla stessa).
Un ringraziamento a “Viva Maria” che ha voluto fare proprio il commento di questo blog!
Mentre perdura lo scalpore per le “Messe vietate” a Savona, giungono graditissime le notizie di nuove celebrazioni stabili.
A Roma, nella Basilica di S. Antonio da Padova, S. Messa Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì alle 10;
Giovedì, Sabato e Domenica alle 17.
A S. Agata di Feltria (PU), nella Chiesa di Sant’Agata Vergine e Martire, P.zza G. Garibaldi, 17 , S. Messa festiva alle 18.
Ad Ancignano di Sandrigo (VI), nella Parrocchia di S. Pancrazio, S. Messa ogni Giovedì alle 17.
Viene segnalato inoltre che il Priore di Sanfré (provincia di Cuneo ma Arcidiocesi di Torino) celebrerà la S. Messa secondo la forma straordinaria del Rito Romano (c. d. “Messa tridentina”) Domenica 9 Dicembre, II di Avvento, alle ore 18 nella chiesa Parrocchiale dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo. Non sappiamo ancora se si tratterà di una celebrazione occasionale o si stabilirà una continuità, comunque il fatto è significativo per l’Arcidiocedi in cui avviene.
Il Papa ha nominato Vescovo di Savona – Noli il Rev.do Mons. Vittorio Lupi, del clero della diocesi di Ventimiglia – Sanremo, finora Vicario Generale.
Il Rev.do Mons. Vittorio Lupi è nato il 4 aprile 1941 a Ceriana, diocesi di Ventimiglia - San Remo e provincia di Imperia.
Dopo aver frequentato gli studi nel Seminario diocesano è stato ordinato sacerdote il 30 maggio 1964. Successivamente, dal 1964 al 1968, è stato Vicario parrocchiale a Ceriana. Nel 1968 e fino al 1970 è stato chiamato a svolgere il servizio di Vice Rettore nel Seminario diocesano. Dal 1970 al 1982 è stato vice-Parroco a San Siro in San Remo e dal 1982 al 1990 Parroco di Riva Ligure. Nel 1990 ha ricevuto l’incarico di Pro-Vicario Generale e contemporaneamente è stato Direttore dell’Ufficio Catechistico scolastico e dal 1991 è Vicario Generale della diocesi di Ventimiglia – San Remo.
Le doti pastorali e umane di monsignor Vittorio Lupi – scrive in un comunicato monsignor Giusto, attuale amministratore diocesano – sono ottimo fondamento per la ripresa del nostro cammino. Ringraziando il Santo Padre per averci dato un nuovo pastore, diamo al nostro nuovo vescovo un cordiale e già affettuoso saluto e assicuriamo la nostra preghiera e la collaborazione convinta dei sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli di questa nostra chiesa che da oggi è anche la sua”.
N. d. R. Monsignor Giusto, Lei ha già lavorato troppo e la sua salute ne risente: si riposi tranquillo e, per favore, lasci perdere qualunque collaborazione! Stia certo che il nuovo pastore Mons. Lupi non ne risentirà, specie se, come nel Suo caso, “nomina non sunt consequentia rerum”.
Scherzi (ma non troppo) a parte, complimenti ed auguri al nuovo Vescovo di Savona, che, per quello che vale, può già contare sulla nostra preghiera.
… che avrebbe risposto:”Dovete disobbedire al vostro vescovo, non ha alcun diritto di impedirvelo“.
In attesa di ulteriore conferma, rimarchiamo come Mons. Perl non abbia incluso la disobbedienza agli amministratori diocesani (ogni riferimento a Savona è assolutamente voluto) tra quelle “doverose”. Don Giusto può continure, per ora, a dormire i sonni del Giusto (di nome).
Preghiamo perché si svegli presto e, come può, capisca…
Da circa un mese, per il timore che qualche intoppo la facesse slittare, tenevamo in serbo la notizia della S. Messa secondo il Rito Romano tradizionale in preparazione a Rapallo.
Oggi, con grande soddisfazione, è possibile annunciare ufficialmente che la prima S. Messa a Rapallo è prevista il 23 dicembre prossimo alle 18 nella Chiesa parrocchiale di S. Pietro di Novella, a cura del Parroco Rev. Don Giuseppe
Culoma (più noto, familiarmente, come Don Beppe).
Successivamente (almeno per il momento) le S. Messe avranno cadenza mensile e saranno celebrate l’ultima Domenica del mese.
Così il rito tradizionale sarà presente nelle due cittadine più grandi del Tigullio (e della diocesi), Chiavari e Rapallo.
Un grazie a Don Beppe e soprattutto grazie a N. S. di Montallegro!
… e sulle righe sbaglia il genitivo!
Senz’altro commento salvo i grassetti, malgrado le numerose imprecisioni, sono riportati, di seguito, alcuni articoli apparsi nei giorni scorsi sul quotidiano “La Repubblica”. Notevole la grafia del segno di Croce: In nomine Patris, et Filii, et Spiritui Sancti”: evoluzione della grammatica latina o “crossing over” con il “Gloria Patri”?
Un grazie agli amici toscani per la segnalazione.
© Copyright Repubblica (Firenze), 21 novembre 2007
L´INCHIESTA
Messa in latino molti la vogliono pochi la sanno
MARIA CRISTINA CARRATU´
LA PRIMA in assoluto è stata la parrocchia dello Spirito Santo a Prato, il 14 settembre scorso, primo giorno utile indicato dal Motu Proprio di Benedetto XVI. Nella Chiesa addobbata per le grandi occasioni il parroco don Enrico Bini, paramenti dorati e spalle ai fedeli, ha esordito con il suo «In nomine Patris, et Filii, et Spiritui Sancti…». (sic!)
E da lì in poi è stato tutto un pullulare. Una inedita «mappa della fede» sta prendendo forma in Toscana: quella delle chiese e delle parrocchie dove da luglio scorso, quando il Motu Proprio del Papa l´ha tolto dalla «riserva indiana» in cui era stato confinato dopo il Concilio Vaticano II, si celebra messa (o si sta per farlo) secondo l´antico rito romano, in latino e secondo la liturgia stabilita nel 1570 dalla bolla di Papa Pio V, appena modificata nei secoli successivi.
Per chi immaginava che robusti anticorpi potessero scoraggiare ritorni del genere in una regione di radicata tradizione cattolico-democratica, una vera sorpresa. Oltre a Prato, ecco San Martino a Paperino, dove col rito tridentino dice messa il giovane don Gestri, e Massa Carrara (Pieve di Offiano, parrocchia di San Matteo a Casalina), Viareggio (fra poche settimane), perfino Livorno (fra poco alla parrocchia di San Ferdinando alla Crocetta), Barberino Val d´Elsa. Leggi tutto
Lo scandalo infine c’è, ed è quello di un amministratore diocesano (di Savona - Noli) che, professando l’ignoranza come argomento (vedi i post precedenti), osa opporsi al successore di Pietro scelto dallo Spirito Santo.
Le risibili argomentazioni addotte per giustificare l’ingiustificabile decisione di vietare le S. Messe secondo la forma straordinaria del rito romano, hanno trovato risalto non soltanto sulla stampa locale (vedi il collegamento alla cronaca ligure del “Giornale” del 27 settembre) ma anche nei siti internazionali tra i quali il seguitissimo “Rorate Caeli”, blog americano “saepe noster” che può contare su parecchie migliaia di visite giornaliere.
E scandalo è, senza dubbio; ma a dividere non è l’antica forma del rito bensì la moderna arroganza che porta a chiedersi se tanti zelanti sabotatori del Papa e dela Fede Cattolica si rendano conto non solo di essere “strumenti del diavolo”, secondo la terribile e felice definizione dell’Arcivescovo Ranjith, ma di essere autori, complici e mallevadori di divisioni rancorose.
Mentre è impossibile non giudicare con disprezzo azioni tanto indegne, preghiamo perché il Signore abbia pietà dei loro responsabili, aiutandoli a evitare la compagnia di quelle tenebre eterne nella cui ombra hanno scelto di camminare.
Per suffragare l’anima dei fedeli caduti, Sabato 1 dicembre,alle ore 17, 30 nella chiesa di SantAmbrogio di Fegino (Piazza alla chiesa di Fegino) sarà celebrata una SANTA MESSA DI REQUIEM CANTATA.
Seguirà una breve rievocazione degli avvenimenti, tenuta da Flavio Grisolia.
Come arrivarci: dalla Stazione di Ge-Piazza Principe, o Ge-Sampierdarena, autobus 7/8 sino a Piazza Pallavicini (Rivarolo); dalla piazza, prendere l’autobus 53, e scendere alla terza fermata (vedi anche la pagina “La Santa Messa dove e quando” per maggiori dettagli).
N. B. il proprio è raggiungibile dal link al termine di questa introduzione.
La liturgia dell’Avvento s’apre con un grido di invocazione, il grido dei profeti d’Israele al Messia Redentore, di cui aspettavano la venuta: “Veni!”.
Dio non è sordo alla chiamata del suo popolo. Adempiendo la promessa di salvezza fatta ai nostri progenitori, fin dalla loro caduta, ha mandato il Figlio suo nel mondo. E l’applicazione a tutte le genersi zioni umane della redenzione, che il Figlio di Dio fatto uomo ci ha meritato con la sua passione, continua fino alla fine dei tempi; essa non finirà che col mondo stesso, quando il Messia ritornerà per coronare la sua opera e ci introdurrà nel suo regno. La storia della Chiesa si svolge tra questi due eventi. Nella Messa di questa domenica è rievocata tutta l’opera della redenzione, dalla sua preparazione nell’attesa di Israele e dalla sua risonanza nella nostra vita presente (Epistola), fino al suo ultimo compimento (Vangelo). Preparandoci a celebrare, a Natale, la nascita di Colui che è venuto a strappare le nostre anime al peccato ed a trasformarle rendendole simili alla sua, la Chiesa invoca sopra di noi e sopra tutti gli uomini il compimento della missione di salvezza che Egli è venuto a svolgere sulla terra.
L’odierna Liturgia e la Bibbia. Sull’attesa messianica di Israele seguendo i libri della Bibbia: Gen. 3, 14-15 (protoevangelo); 49, 10; Num. 23; 24, 1-19; - 2 Re 7 - Is. 7, 10-25; 8, 23; 9, 1-6; 11; 33, 17-24; 35; da 40, 1 a 44, 5; 49 - 55 - Ger. 23, 4-6; 33, 14-18 - Ez. 37, 15-28 - Mi. 5, 1-4 - Zac. 2, 10-17; 3,8-10; 6, 12-13; 8; 9, 9-10; dal c. 12 al c. 14 - Sal. 84, 9-14 ; 131, 11-18. Richiamarsi anche alk XVII domenica dopo Pentecoste (il Messia, figlio di Davide e Signore)
Sulla speranza cristiana della :redenzione complerta: Lc. 1, 68-79 (Benedictus) - Rom. 8, 18-25; Ef. 1, 7-14; 4, 30. La chiesa primitivi na impaziente di questa “parusia” (che credeva molto vicina): Rom. 13, 11-12 - Giac. 5, 8-9 - Apoc. 1, 3; 22, 7. 17. 20.
Sulla fine del mondo: Mt. 24, 3-14. 26-31. 35-36; 25, 31-46 -Apoc. 19. Senza dimenticare il diluvio (Gen. dal c. 6 al c. 8) e gli oracoli escatologici di Isaia (Is. 13; 14; 24). La visione degli ultimi giorni, che apre l’anno liturgico nel Vangelo di questa domenica, è anche quella che lo chiude in quello della XXIV domenica dopo Pentecoste. Isaia (27, 13) aveva già cantato questa accolta di eletti di cui l’Apocalisse (20; 21) proclama la gloria in una grandiosa visione. Ispirandosi alla liturgia sarebbe bene leggere i sal 24 e 79.
Lettura delta Bibbia : Isaia 2, 11-5; 5, 1-24; 6; 7, 3-17; da 8, 23 a 9, 6; 10, 12-27; 11; 12; 14, 3-23.
Vai al proprio di Domenica 2 dicembre (I Domenica di Avvento)
Di seguito è riportato l’articolo apparso su “Tribuna Novarese” relativo ai parroci che hanno deciso di celebrare la S. Messa esclusivamente nella forma straordinaria del rito.
Non esiste dubbio sul fatto che si tratti di una decisione non in linea con i desideri del Papa e la lettera del suo Motu proprio, e coerentemente i sacerdoti hanno deciso di autosospendersi.
Non sono tuttavia gli unici ad aver violato se non lo spirito almeno la lettera del Motu proprio: altrettanto, ma all’opposto e peggio, violando lettera e spirito, hanno fatto almeno due cardinali (Martini e Tettamanzi), numerosi vescovi (a partire da Nogaro e molti altri ancora), numerosissimi preti a partire dal - purtroppo! - nostro Farinella (usque tandem id erit?); anche loro più o meno, secondo le parole dell’Arcivescovo Ranjith, strumenti del diavolo in quanto oppositori del Motu proprio papale? La risposta è del Signore ma siamo certi di conoscerla, come siamo certi che nessuno di loro penserà di autosospendersi. Vai all’articolo
Siamo all’inizio dell’Avvento; le notizie che si susseguono in ordine all’applicazione del Motu proprio “Summorum Pontificum”, buone e meno buone, non possono comunque distrarci dal fine della Sacra Liturgia e dalla necessità di partecipare in modo attivo ma soprattutto fruttuoso, in tutti i sensi ed a tutti i livelli, alle S. Messe, perché il sagrato, la strade, la casa e tutta la nostra vita siano la continuazione di quelle celebrazioni nella fedeltà a Gesù Cristo.
Riproponiamo pertanto, per orientare la riflessione ed aiutare a vivere consapevolmente questo tempo, la trattazione di Dom Guèranger, forse il più grande tra i liturgisti, sull’Avvento: è una lettura non breve ma sicuramente utile e, soprattutto, coinvolgente.
Vai al “Tempo di Avvento” di Dom Guéranger
E’ degli ultimi minuti la notizia secondo la quale, dopo l’enorme successo della S. Messa tradizionale di Celle Ligure, ripresa con toni entusiastici anche dagli organi di stampa, Andrea Giusto, amministratore della Diocesi di Savona Noli, ha vietato su tutto il territorio di pertinenza la celebrazione di altre messe, invitando i sacerdoti a vigilare sul rispetto di quello che appare come un vero e proprio diktat, adducendo la poca chiarezza del Motu proprio.
“Salta” quindi la celebrazione prevista per l’8 dicembre, come ogni altra possibilità, fino alla nomina del nuovo vescovo.
E’ ancora una volta evidente come solo l’ignoranza più crassa, in questo caso quella della lingua ufficiale della Chiesa, cioè il latino, possa indurre chicchessia a ritenere che nel motu proprio vi siano aspetti da chiarire in ordine alla possibilità di celebrazione, soprattutto non contuinuativa. Che la definizione dell’Arcivescovo Ranjith di chi si oppone al motu proprio, cioè di “strumento del diavolo”, trovi un’altra applicazione?
Comunque sia, poco male per chi resta fedele a Cristo, che ha promesso: “NON PRAEVALEBUNT“
Gli effetti del Motu proprio, nonostante la chiara opposizione di molti, continuano a farsi sentire: la S. Messa di Celle Ligure di ieri, nonostante i virulenti attacchi di un parroco che, tra l’altro, avrebbe definito il latino “lingua ostrogota” (esempio di pastorale positiva ed accogliente del Concilio Vaticano II al quale si richiamava?) ha visto un centinaio di partecipanti entusiasti che altro non vorrebero se non una celebrazione stabile.
Da registrare anche la celebrazioni di Palata Pepoli (BO) il 24 novembre (di questa, per ora non abbiamo altre notizie) e quella di Verolanuova (BS) il 22 novembre, che ha registrato un successo al di là di ogni aspettativa.
Intanto anche Modena si aggiunge alle località che possono contare su una celebrazione fissa: ogni primo Venerdì del mese la S. Messa secondo il Rito Romano Tradizionale sarà celebrata presso la Chiesa parrocchiale dello Spirito Santo, in Via F.lli Rosselli, alle 19.
Infine Domenica 2 dicembre, alle 17, S. Messa “tridentina” a Siena, presso la Chiesa parrocchiale di S. Francesco all’Alberino (Via della Vecchietta, informazioni allo 0577.288061).
…ma adesso canti con gli Angeli…
Requiem aeternam dona ei, Domine,
et lux perpetua luceat ei;
requiescat in pace.
Amen.
Francesca S. - Minucciano, 13/12/1919 +Genova, 24/11/2007
Martedì 27 novembre, ore 11, Chiesa della S. Vergine, Minucciano (loc. Pugliano- La Madonna)
Gli amici di Una Voce Verona segnalano che Martedì 27 Novembre alle 18.30, presso la Chiesa di S. Toscana, don Vilmar Pavesi celebrerà la S. Messa secondo il rito romano tradizionale (c. d. “Messa tridentina”) per la festa della Beata Vergine Immacolata della medaglia miracolosa.
Genova ha già conosciuto la preparazione, la disponibilità e la simpatia di don Vilmar, come sta per fare Celle Ligure, visto che sarà lo stesso sacerdote a celebrare domani, 25 novembre, la S. Messa presso l’oratorio di S. Michele Arcangelo.
Vedi maggiori dettagli sulla S. Messa di Verona

L’ideale seguito al post precedente viene da Padre Uwe Michael Lang, che su “L’Osservatore Romano” del 15 novembre interviene nuovamente sul latino come lingua liturgica del Rito Romano ripercorrendone l’evoluzione storica.
L’unità culturale e politica del mondo mediterraneo fu un fattore provvidenziale nella diffusione della fede cristiana. In particolare, la diffusione della lingua greca nei centri urbani dell’Impero Romano favorì l’annuncio del Vangelo. Il greco parlato a Oriente e Occidente non era l’idioma classico, bensì la koiné semplificata, il linguaggio comune delle varie nazioni della parte orientale del mondo mediterraneo: Grecia, Asia Minore, Siria, Palestina ed Egitto. Leggi tutto
La questione, se mai si è posta, è del tutto risolta; eppure vale la pena di riportarla, se non altro per dimostrare come i “picchiati della Messa in latino” (definizione cardinalizia peraltro smentita, vedi post del 19 novembre) abbiano le loro ragioni a sostenere la validità liturgica di una lingua immodificabile e non soggetta alle vicissitudini culturali e sociali, insieme, ovviamente, allo studio rigoroso ed approfondito di quella e delle altre lingue.
A fare le spese della comprensione e della traduzione approssimativa (dall’inglese all’italiano, pare con un’aggiunta di fantasia mediterranea) è stata, questa volta la tradizione, rappresentata nell’occasione dal neo presidente della Federazione Internazionale Una Voce Leo Darroch, da pochi giorni succeduto a J. P. Oostveen.
L’intervista rilasciata da Leo Darroch a Bruno Volpe e pubblicata su Petrus (www.papanews.it) ha suscitato più di una perplessità, ma la puntuale precisazione di Leo Darroch non lascia alcuna possibilità di fraintendimento e rende palese la confusione creatasi vuoi per le incomprensioni linguistiche, vuoi per una certa ansia giornalistica che potrebbe aver ulteriormente condizionato la traduzione: Babele non è una metafora.
Dai collegamenti che seguono sono disponibili:
L’intervista di Leo Darroch come riportata da Petrus (anche in versione .pdf)
Il titolo vuole riprendere con una nota positiva il tema affrontato nei giorni scorsi dal quotidiano “La Stampa” e documentato su questo blog a proposito di quei vescovi “birichini” che, “disubbidendo” al Papa a proposito del Motu proprio “Summorum Pontificum”, si porrebbero secondo Mons. Ranjith come “strumenti del diavolo”. Buone notizie quindi (una volta tanto!) dall’Olanda: dopo le surreali proposte domenicane in tema di celebrazioni liturgiche, i vescovi olandesi non solo hanno deciso di pubblicare un libro con la traduzione del Motu Proprio Summorum Pontificum, la lettera di Papa Benedetto XVI ed un commento positivo della Conferenza Episcopale Olandese con il testo del Missale Romanum tradizionale (Ordinario Latino - Olandese), ma anche che i seminaristi, nei Seminari olandesi, impareranno a celebrare entrambe le forme del Rito Romano: quella ordinaria e quella straordinaria, come riportato anche dal sito in tedesco della Radio vaticana. Che dire? Exempla trahunt…
La S. Messa secondo il Rito Romano Tradizionale (c. d. “tridentino” o “di S. Pio V”) sarà celebrata a Fegino il 25 novembre alle ore 17 anziché, come previsto inizialmente (vedi post precedente), alle 17,30.
Di seguito pubblichiamo l’ultimo aggiornamento, curato da Raimondo Gatto, sulle S. Messe in Liguria secondo il Rito Romano tradizionale.
PROVINCIA DI GENOVA
GENOVA
(Arcidiocesi di Genova)
Chiesa di San Carlo via Balbi 7 (vicino alla stazione di Ge-Piazza Principe)
Santa Messa cantata ore 11 ogni domenica e festa di precetto
Chiesa di S. Ambrogio di Fegino Piazza alla Chiesa di Fegino (aut. 53, da Piazza Pallavicini (Rivarolo) discesa alla terza fermata).
Domenica 25 novembre-Santa Messa ore 17,30.
Messa la terza domenica del mese nella chiesa parrocchiale; il primo venerdì del mese alle 16,30, nella Cappella di N.S. della Guardia di Via Ponte Polcevera, a Ge-Rivarolo). Per la festa patronale, nel mese di novembre, la S. Messa è celebrata la quarta domenica del mese.
CAMPO LIGURE
(diocesi di Acqui)
Sabato 24 novembre Santa Messa ore 8,30 presso la Chiesa parrocchiale della Natività di Maria S.S. piazza Vittorio Emanuele II 16
come arrivarci:
in auto: Autostrada A26, (Genova-Voltri-Sempione) uscita casello di Masone.
in treno: Linea Genova-Acqui; fermata alla stazione di Campo Ligure-Masone
CHIAVARI
(diocesi di Chiavari)
Chiesa di San Giuseppe Calasanzio via Rivarola Santa Messa ore 17 ogni domenica e festa di precetto
PROVINCIA DI SAVONA
CELLE LIGURE
(diocesi di Savona-Noli)
Domenica 25 novembre Santa Messa ore 17 Oratorio di San Michele Arcangelo (via Ferrari 4)
Come arrivarci.
In auto: autostrada A 10 (Genova-Ventimiglia), uscita casello di Celle; si prosegue in direzione Savona (verso Celle): svoltare a destra in via Colla. L’oratorio è dietro la chiesa Parrocchiale.
In treno: linea-Genova-Savona-Ventimiglia (solo treni regionali) fermata alla stazione di Celle Ligure. Uscita lato monte, a destra per via Colla.
La celebrazione è stata organizzata dalla Confraternita di San Michele Arcangelo, cui va un particolare ringraziamento.
PROVINCIA DI IMPERIA
IMPERIA
(diocesi di Albenga-Imperia)
fraz.Artallo Chiesa di San Sebastiano, ore 12 ogni domenica e festa di precetto.
Il Proprio di Domenica 25 novembre (XXIV ed ultima Domenica dopo Pentecoste) è disponibile dal collegamento al termine dell’introduzione, tratta dal “Messale Romano quotidiano” di Dom G. Lefèbvre, a cura dell’Apostolato Liturgico di Genova.
Al termine dell’anno ecclesiastico, la Chiesa ci invita a meditare il Vangelo del giudizio finale: nel giorno stabilito da Dio, il Figlio Nell’uomo comparirà nella sua gloria sopra le nubi del cielo e tutte le nazioni della terra si raduneranno davanti a Lui per essere giudicate. Non c’è dubbio che La Chiesa voglia, per mezzo di questo richiamo, farci prendere coscienza delle nostre responsabilità, ma essa desidera anche farci vedere nel giudizio di Cristo il coronamento della sua vittoria e il compimento della sua opera di redenzione. Apriamo l’animo alla confidenza e ad una immensa speranza al pensiero che Colui che verrà a giudicarci, è Quello stesso che è venuto in questo mondo per salvarci. Durante l’anno liturgico, la Chiesa non ha cessato di ricordarcelo. Essa ce l’ha detto in modo tutto particolare la vigilia di Natale, al momento di celebrare la prima venuta del Figlio di Dio in questo mondo (orazione della vigilia), ce lo ripete oggi per bocca di S. Paolo. Strappati al giogo del demonio, apparteniamo già al regno del Figlio diletto, nel quale abbiamo la redenzione e il perdono dei peccati (Epistola).
L’odierna liturgia e la Bibbia. Sulla rovina di Gerusalemme e la fine del mondo, richiamarsi alla I domenica di Avvento e alla IX domenica dopo Pentecoste, in cui si è cercato di distinguere i due temi fusi tra loro nel Vangelo odierno.
Sulla “abbominazione della desolazione”. Questa espressione, presa da Daniele, si riferiva originariamente alla profanazione del tempio avvenuta per opera di Antioco Epifane. Vedere su questo argomento 1 Mac. specialmente 57 - Dan. 9, 27; 11, 31; 12, 11.
Sulla venuta del Figlio dell’uomo, rileggere Dan. 7 ed anche le altre visioni apocalittiche di questo libro (Dan. dal c. 8 fino al c. 12).
Sul giorno di “Iahvè”: Sal. 17—Is. 2, 6-22; 13, 6-I3—Gioe. 2, 1-11; 3, 1-5; 4, 12-16 — Am. 5, 18-20; —Ab. 3 —Sof. da 1, 2 a 2,-2, 3; (notare 1, 15 da cui deriva il Dies irae — Mal. 3, 2; Apoc. dal c. 19 al c. 22)
Lettura della Bibbia: Apocalisse 4; 5; 7; da 11, 19 a 12, 18; 14, 1-13; dal c. 17 al c. 19; da 20, 11 a 22, 5; 22, 10-21.
Vai al Proprio di Domenica 25 novembre (XXIV ed ultima Domenica dopo Pentecoste)
Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Presidente della pontificia commissione Ecclesia Dei, celebrerà la santa Messa della festa di Santa Cecilia, patrona dei musicisti,
giovedì 22 novembre 2007, ore 19
nella chiesa di S. Ivo alla Sapienza(corso Rinascimento 40, Roma).
Il servizio liturgico sarà curato dalla Casa Romana della Fraternità San Pietro, e l’assistenza musicale sarà offerta dalla Schola gregoriana e dall’Ensemble Festina Lente, che apriranno così il Roma Festival Barocco.
Raccomandiamo la presenza al sacro rito ed invitiamo a darne notizia.
Roma, 19 novembre 2007
Riccardo Turrini Vita
Presidente nazionale di Una Voce Italia
