You are currently browsing the category archive for the 'gregoriano' category.

ImageShackL’arte e la musica, manifestazioni della bellezza, non sono elementi estrinseci alla liturgia e neppure sono puramente decorativi; sono piuttosto parti integranti del culto, come mette in rilievo Benedetto XVI nella sua esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis del 22 febbraio 2007: “Il rapporto tra mistero creduto e celebrato si manifesta in modo peculiare nel valore teologico e liturgico della bellezza. La liturgia, infatti, come del resto la Rivelazione cristiana, ha un intrinseco legame con la bellezza: è veritatis splendor. Nella liturgia rifulge il Mistero pasquale mediante il quale Cristo stesso ci attrae a sé e ci chiama alla comunione. In Gesù, come soleva dire san Bonaventura, contempliamo la bellezza e il fulgore delle origini. Tale attributo cui facciamo riferimento non è mero estetismo, ma modalità con cui la verità dell’amore di Dio in Cristo ci raggiunge, ci affascina e ci rapisce, facendoci uscire da noi stessi e attraendoci così verso la nostra vera vocazione: l’amore” (numero 35). Leggi tutto

Nel novembre del 2006, negli Stati Uniti d’America, si è tenuta l’annuale Gateway Liturgical Conference, organizzata dall’arcidiocesi di St. Louis, nel Missouri, sul tema Celebrating God’s Love, conclusa da S. Em. il card. Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, con un discorso dal titolo Language in the Roman Rite Liturgy: Latin and Vernacular. La traduzione è stata pubblicata da “Cristianità” n. 399 del gennaio-febbraio 2007 e di seguito sono riportati i brani più significativi.

1. La dignità superiore della preghiera liturgica

La Chiesa fondata dal nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo si sforza di riunire insieme uomini e donne di ogni tribù, lingua, popolo e nazione (cfr. Ap. 5, 9), così che «[...] ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre» (Fil. 2, 11). Nel giorno di Pentecoste vi erano uomini e donne «[...] di ogni nazione che è sotto il cielo» (At. 2, 5) ad ascoltare gli Apostoli che narravano le prodi­giose opere di Dio. Leggi tutto

Buona Pasqua a tutti, di felicità ma senza dimenticare riflessione e raccoglimento; i questo senso il canto gregoriano è un aiuto formidabile, riesce a creare emozioni e a guidarle sempre verso il sacro e il mistico: quello che ci vuole per completare la festa!

Dal collegamento in basso è possibile scaricare la raccolta, “zippata”, degli MP3 relativi al proprio della S. Messa di Pasqua (Pascha nostrum, Resurrexit, Terra tremuit etc.) con in più l’ “Ite Missa est”. I canti, gregoriani, sono eseguiti dai monaci benedettini di S. Paolo del Brasile. (per l’esecuzione consiglio di utilizzare Winamp, scaricabile gratuitamente da www.winamp.com)

Scarica gli MP3 del proprio della S. Messa di Pasqua

Sito registrato nella lista dei

io

In lettura

Giacomo Biffi, "Liber Pastoralis Bononiensis. Omaggio al card. Giovanni Colombo nel centenario della sua nascita", Edizioni Dehoniane, Bologna, 2002, pagine 874, euro 40,00. Nel volume sono raccolti i dodici testi più importanti e più controversi, prodotti nei diciassette anni di episcopato bolognese del Card. Giacomo Biffi, che così ricorda il Card. Colombo: «Con lui è arrivata alla sua conclusione, dopo quasi novant´anni, l´epoca che nella Chiesa ambrosiana era iniziata nel 1891 con la venuta del beato cardinale Andrea Carlo Ferrari. Un´epoca tra le più luminose e feconde per il calore e la certezza della fede, per la concretezza della iniziative e delle opere, per la capacità di rispondere alle interpellanze dei tempi non con cedimenti e mimetismi ma attingendo al patrimonio inalienabile della verità... Sempre con l´ispirazione e lo slancio attinti alla grande tradizione di san Carlo Borromeo e al ricchissimo, sereno e rasserenante magistero di sant´Ambrogio».

LETTURA APPENA TERMINATA

LETTI DI RECENTE

Padre Candido Capponi O.F.M. CAP.: Magna Cum Parvis Componere – I fioretti del Cardinale Siri, E.C.I.G (€ 7,50). Giuseppe Siri, un gigante di intelletto e cultura, di carità,moralità e frugalità, un grandissimo pastore e benefattore calunniato dalla vigliaccheria di tanti sedicenti “intellettuali democratici” che, in virtù dei loro ideali di uguaglianza, lo chiamavano – con disprezzo, come se la cosa fosse infamante – “il figlio della portinaia”. Ebbene, fin dalle prime pagine, questo pastore di umili origini, “figlio del popolo”, emerge in tutta la sua enorme statura e distrugge con il silenzio, la preghiera e l’opera tutta la viltà della quale, proprio per il fastidio di tanto esempio poco funzionale ad una certa politica, veniva generosamente e costantemente bersagliato