Mons. Manganini, in occasione delle precisazioni della curia milanese sul Motu proprio, che sarebbe inapplicabile al rito ambrosiano e inutile nelle parrocchie di rito romano, aveva motivato l’ultimo asserto con l’assenza di gruppi stabili legati al rito “preconciliare” nella diocesi ambrosiana.
L’”episodio” della S Messa tradizionale nella cappella dell’Università Cattolica sembrava dimostrare il contrario, si trattò, apunto, di un episodio: nonostante le richieste, il fatto che il cardinale si sentisse personalmente offeso -notizia per la verità di fonte non certissima ma largamente circolata e mai smentita- indusse Mons. Ambrosio (da poco vescovo della diocesi di Piacenza – Bobbio, vicina e legata a quelle di Genova e Chiavari, auguri e complimenti doppi…) a sospendere le celebrazioni.
Ora un nuovo “episodio” sembrerebbe introdurre elementi di dubbio alle certezze di Mons. Manganini: circa 500 firme, raccolte su internet, per chiedere l’applicazione del Motu proprio anche a Milano.
A dire la verità, ove ci fossero sacerdoti disponibili, non servirebbe chiedere il permesso al vescovo, su questo il motu proprio è chiarissimo; tuttavia la petizione testimonia la volontà di unità e la serenità dei richiedenti nei confronti del loro pastore e di tutte le suscettibilità. L’augurio è che la stessa volontà e la stessa serenità diventino un patrimonio comune.
Dal collegamento con Il Giornale l’articolo di A. Tornielli

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3 comments
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Dicembre 30, 2007 a 4:36 pm
Mauro W. Fuolega
Anch’io sono stato contattato per firmare la petizione, ma trattandosi di una “supplica” al nostro arcivescovo mi sono rifiutato sia di firmarla che di raccogliere firme per conto dei promotori, poiché a causa della malafede e dell’ostracismo curiale non riconosco più legittima l’autorità di un modernista come Tettamanzi.
La Santa Messa non si chiede, la si celebra e basta, senza chiedere alcun permesso a cani e porci.
Detto questo, ci tengo a precisare come le cinquecento firme raccolte non siano quelle di un gruppo stabile, ma solo di persone interessate all’estensione del motu proprio alla nostra diocesi ambrosiana, perché altrimenti vedrei tutti costoro all’unica messa in rito preconciliare che viene celebrata a Milano, cioè al Gentilino. Cosa che nella realtà non avviene, essendo i partecipanti una cinquantina al massimo quando va bene, data la scomodità del luogo, scelto ad hoc, a suo tempo.
Purtroppo, in questo caso, sono costretto a dar ragione a mons. Manganini e non credo che la nostra sciagurata curia cambi idea solo perché dei volonterosi hanno firmato una petizione. Era meglio cominciare a celebrare subito senza nulla osta, o aspettare le nuove norme in arrivo, fra breve, da Roma, che metteranno finalmente il gatto e la volpe di Piazza Fontana con le spalle al muro. La raccolta di firme ha fatto solo perdere tempo e non accelererà l’iter per la concessione di altre messe tradizionali, a meno che la curia milanese voglia correre ai ripari prima che si muova Roma…
Buon anno a tutti!
Dicembre 30, 2007 a 5:09 pm
Mauro W. Fuolega
Già che ci sono, da ultimo vorrei aggiungere polemicamente che non saremmo arrivati a questo stato di cose se i sacerdoti di Santa Romana Chiesa si fossero comportati degnamente secondo la loro vera, presunta o supposta vocazione.
Quarant’anni fa hanno subito, tacendo e applicando pedissequamente il novus ordo, che per poco non ci fa tutti protestanti, rottamando così il sacerdozio cattolico.
Adesso, invece, non tornano al vetus ordo, per dar ascolto a basse ragioni di saccoccia, evitando di ribellarsi ai loro vescovi diocesani modernisti per paura di perdere una parrocchia o non meritare una promozione.
Oh Signore, in che mani è finita la tua vigna!
Aprile 21, 2009 a 6:46 pm
teo
Io sono della diocesi di Milano e come si spera che tutti sappiano la diocesi di Milano (voglio anche includere le comunità di rito ambrosiano fuori diocesi tra cui alcune nella diocesi di bergamo, como, lecco, lodi, pavia, alcune parrocchie nel Ticino in svizzera) ha una sua specifica ritualità nel celebrare l’eucarestia, sono molto stupefatto di questa cosa della raccolta delle firme per l’eucarestia in rito romano a milano e (personalmente se mi trovo fuori diocesi a messa ci vado comunque anche se rito romano poichè io mi considero anzitutto cattolico e poi di rito ambrosiano); però posso affermare che ho conosciuto persone che provengono da altre parti d’italia e che risiedono in diocesi che sono scettiche neiconfroti del rito ambrosiano e nei confronti della nostra diocesi; sono molto stupito lo ricordo ad esempio in un pellegrinaggio che ho compiuto quando ho citato il nome del Cardinale di Milano ho trovato una porta chiusa ora io chiedo alle persone che non approvano il rito ambrosiano Come mai non accettano il nostro rito?